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OPPOSIZIONE SETACCIA I CONTI: “SE SALTA IL BILANCIO SALTANO SERVIZI E PRECARI”


stampa pagina 21 giugno 2018

I consiglieri Vicini, Mancini e Masciocco I consiglieri Vicini, Mancini e Masciocco

Capire quanto si può spendere dei 54milioni di euro di avanzo di bilancio al Comune dell’Aquila, continua ad essere la battaglia di Giustino Masciocco (Articolo 1), Elisabetta Vicini (Democratici Socialisti) ed Angelo Mancini (Sicurezza e Lavoro).
Il discorso è semplice, se quei 54milioni fossero gonfiati da crediti che non saranno mai incassati oppure dai fondi del terremoto, vincolati quindi solo a quella spesa, sarebbe una cifra falsata, vera solo sulla carta per dare il là alla spesa della politica, soprattutto nelle campagne elettorali e ci sono le regionali alle porte, come hanno fatto notare i consiglieri, danneggiando però il bilancio ed i suoi equilibri.
“Se saltasse il bilancio” ha spiegato Masciocco “dovremmo chiedere più soldi ai cittadini per gli asili, i servizi scolastici, le mense, il pre e l’interscuola, servizi per i quali oggi contribuiamo fino al 70 80%, e non riusciremmo a stabilizzare i precari, per questo abbiamo scritto ai dirigenti, a tutti i dirigenti, chiedendo i titoli che gli consentono di mantenere cifre importanti che pensano di incassare, se i titoli non ci sono significherà che quei soldi non ci sono”.
Si parla di 432milioni 683mila 213, 77 euro di presunti crediti e 420milioni 779mila 284,83 euro di debiti, le lettere sono già state inviate ad ogni dirigente così da capire se le corrispondenti 1.018 voci per i crediti e 3.634 voci per i debiti sono reali, “dopo aver verificato la documentazione richiesta, se sarà necessario, non avremo nessun timore di coinvolgere l’Ispettorato Generale di Finanza presso la Ragioneria Generale dello Stato” il che vuol dire un’ispezione certa con le ovvie conseguenze del caso.
Le risposte sono attese entro il 31 luglio, la data ultima per approvare la salvaguardia degli equilibri di bilancio, la manovra contabile mediana che consente di verificare i conti. “Non è una provocazione sterile” per la Vicini che ne fa una questione di diritto e di una più facile lettura di dati tecnici, che dovrebbero essere chiari e comprensibili a tutti.
Mancini ha poi ricordato quando con la Giunta Tempesta, nel primi anni 2000 “c’erano residui del 1960, ci chiedemmo con Masciocco l’attendibilità di quelle cifre, perché a fronte di somme che si dovevano incassare, si facevano spese che poi pagavano i cittadini come debiti che si generavano solo perché i dirigenti di turno, devono far credere alla politica che i soldi ci sono e così i residui servono spesso a gonfiare l’avanzo di amministrazione che in parte viene speso. Riuscimmo a togliere somme inesistenti fino al 1997, oggi ci portiamo dietro ancora somme degli anni novanta”.
Il loro sentore è che i 54milioni di euro di avanzo siano in gran parte vincolati al terremoto, prima della catastrofe, infatti, il saldo di cassa arrivava a 15milioni massimo 18milioni di euro con un avanzo tra i 30 ed i 35milioni di euro, oggi abbiamo 300milioni di saldo ed un avanzo di 54milioni. Proporzioni, del tutto irrealistiche.




Alessandra Cococcetta




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