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PROGETTO BANCA D’ITALIA/VIA XX SETTEMBRE AL PALO: CHI PAGA?


stampa pagina 26 giugno 2018

La sede Anas in via xx Settembre in demolizione La sede Anas in via xx Settembre in demolizione

Del progetto strategico di iniziativa privata, Banca d’Italia/via XX Settembre, s’è discusso stamattina in commissione Territorio su proposta di Lelio De Santis, Idv-Cambiare Insieme, arriveranno però anche gli altri che riguardano Santa Croce e Porta Barete; Lauretana; Valle Pretara; Porta Leone; Borgo Rivera e Campo di Fossa/Sant’Andrea, così come sottolineato dal presidente Raffaele Daniele, insieme ad ogni discussione utile a ragionare sulla ricostruzione.
Il progetto su via XX Settembre è il frutto di un Accordo di Programma, già sottoscritto e votato dal Consiglio comunale, tra Anas, Ater e due condomini. Per il recupero urbano di un quartiere dormitorio con annessa realizzazione di una piazza, negozi e commerciale ed un po’ di verde e parcheggi che lo riqualificassero, grazie alla cessione di parte dei terreni degli interessati, in cambio di premi di cubatura per le loro case e la proprietà dei futuri esercizi commerciali. Sono passati anni ma alcuni condomini, quattro famiglie su una cinquantina, si sono tirate indietro perché la piazza a loro carico è troppo onerosa. Il costo sarebbe di circa 650mila euro, quindi è tutto fermo perché per legge, occorre, nelle cessioni, l’unanimità.
Si parla di una superficie interessata di 9mila 53 metri quadri, di cui un terzo, necessario a fare la piazza. Gli uffici avrebbero predisposto una variante a quell’Accordo per cui la piazza se la accollerebbe il Comune espropriando, in quel caso, chi non è d’accordo.
La discussione stamattina si è sviluppata intorno alle ragioni dei protagonisti principali, per l’Ater era presente l’amministratrice unica Francesca Aloisi, che ha spiegato che non hanno fondi disponibili in bilancio, così per l’Anas, d’altra parte per i condomini e le loro rappresentanze legali, il premio di cubatura spetta oggi per legge con il Piano Casa, e quindi non vedrebbero il vantaggio visto che la piazza sarebbe secondo loro per la città e comunque tutti premono per una scelta veloce da parte dell’amministrazione, perché dopo nove anni sono stanchi di aspettare.
L’assessore Emanuele Imprudente, presente al posto del collega D’Eramo, ha detto che dovrà essere valutato l’interesse pubblico e poi si procederà, certo è che il legale del condominio in via Castiglione, che sarebbe in linea generale d’accordo alla riqualificazione ha posto il problema dell’equità di trattamento tra cittadini, nel senso che non vorrebbe che la gran parte dei proprietari cedesse porzioni di proprietà gratuitamente mentre chi oggi si dice contrario, prenderebbe domani anche l’indennizzo per l’esproprio.
Su tutti l’impresa, pronta anch’essa a tirarsi indietro perché se la piazza non vedesse la luce, non avrebbe più interesse a realizzare un commerciale di quartiere. Questo è il punto dopo nove anni, intorno al quale si snoderà un nuovo percorso consiliare che di certo non sarà breve, ma la via non è veloce neanche per altrettanti cittadini in altrettante aree strategiche, che scontano gli stessi ritardi perché sono questioni urbanistiche miste, pubblico-privato, piuttosto complesse da dipanare.
Certo è che quel cittadino o meglio quei cittadini e tecnici che stamattina insistevano sull’interesse della città a quella piazza ignorano, tanto per cambiare, il valore economico che assumerebbe il loro quartiere, quindi l’abitazione, una volta riqualificato. Sono loro i primi a guadagnarci e non è al contrario detto che la collettività voglia sborsare, se così dovesse essere, per un quartiere praticamente periferico che continuerà, senza contribuire un minimo di tasca propria, ad affogare come tutte le altre periferie nella solitudine e nello smog.
Aspettiamo quindi, non senza trepidazione, gli sviluppi del caso.

 




Alessandra Cococcetta

 




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