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COMMISSIONE GARANZIA E CONTROLLO, COMUNQUE ANDRA’ DEVE CAMBIARE PASSO
stampa pagina 10 luglio 2018
La presidenza della quinta commissione consiliare di Garanzia e Controllo, toccherà sicuramente ad Elisabetta Vicini, vice del dimissionario Americo Di Benedetto che ha lasciato da qualche giorno il proprio partito, il Pd, per confluire ne Il Passo Possibile, la lista civica che lo ha portato in campagna elettorale da candidato sindaco.
Pare si sia speso proprio Di Benedetto per l’elezione della Vicini, pare abbia voti sufficienti, ne sono dodici all’opposizione e pare pure che ci tenga a rappresentare il gruppo in quella commissione. C’è da dire che in questo anno la quinta è stata piuttosto tiepida nei confronti dell’amministrazione attiva, lontana anni luce dalle performance del senatore Enzo Lombardi, che non faceva altro che produrre dossier ed approfondimenti ed altrettanto distante dal bel lavoro svolto nello scorso quinquennio da Raffaele Daniele, alla prima esperienza amministrativa peraltro, del quale non possiamo certo dire che sia un rivoluzionario no?
Con Daniele ricordiamo le durissime sedute sul Progetto case, senza sconti per nessuno né a destra né a sinistra, sulla gestione delle società partecipate, con lui un amministratore unico andò sotto inchiesta e sempre con lui fu avviata un’indagine sulla gestione del Progetto case e Map dalla Corte dei Conti.
Solo per fare degli esempi tra i tanti temi trattati e commentare con forza che non può e non deve passare il principio per cui un’opposizione dura, in contrapposizione e senza sconti non faccia bene alla città, perché pare questo il messaggio da veicolare.
Fa benissimo eccome alla città, ma per farla, e si deve fare, bisognerebbe intanto studiare la storia dell’ultimo decennio dal sisma, più che complessa, ed entrare nei meandri più nascosti della gestione pubblica della macchina per comprenderne le dinamiche. Ce la farà Elisabetta Vicini? Fa piacere che sia donna e di certo un lavoro fatto bene e che garantisca l’equilibrio democratico delle forze elette non può essere fatto morbidamente come gestito fino ad oggi.
Morbidamente vorrebbe dire intorpidire l’opinione pubblica e L’Aquila non se lo può permettere. Americo Di Benedetto è una persona preparatissima e di carattere, il suo carattere, con l’appoggio alla Vicini quasi sicuramente vorrà continuare ad imprimere il suo stile alla quinta, il che, purtroppo, non sempre frutta posizioni chiare e distinte da un’amministrazione attiva che al contrario bisogna incalzare e controllare quotidianamente.
E in tempi di nomine ed incarichi, di ideologie offuscate, trasversalismi, ambizioni e cambi di casacca, personalismi, accordi sottobanco e trampolini elettorali non potrà esserci alcun dubbio, e al momento non ne abbiamo, che si stia facendo solo il bene della comunità.
La politica urlata e contrapposta, quando è onesta non fa male mai, al contrario quella sotterranea oltre ad un vecchissimo modo di fare tra scambi, utilità, favori, alzate di mano a chiamata e silenzi pilotati sui grandi temi e tutele di ogni risma, vanno estirpati sul nascere.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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