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CONSORZI CENTRO STORICO, VOTA ANCHE CHI HA CEDUTO L’ABITAZIONE
stampa pagina 17 luglio 2018
Non si vede la mano pubblica sull’ingente patrimonio abitativo che L’Aquila continua ad accumulare nella pancia. Tra abitazioni equivalenti, demolizioni con volumi che il Comune ricostruirebbe altrove, ma dove?, permute e passaggi di proprietà non perfezionati, con una vaga idea di valorizzazione che ignora beatamente anche il Progetto case a parte qualche timida volontà.
Cosa sta succedendo nei casi di passaggi di proprietà non perfezionati sulle abitazioni equivalenti?
Che i “vecchi” proprietari si stanno presentando alle riunioni dei consorzi e votano nelle decisioni da prendere. E’ gente che ha già comprato altrove ma nell’attesa che il Comune diventi proprietario a tutti gli effetti, forse perché in tanti non pagano la tassa del registro?, decidono ancora loro.
E non è raro che portino delle ditte ed è sempre più frequente che con la loro presenza ed il loro voto contrario, ad esempio, rimandino decisioni da prendere a due o tre mesi ed i comparti non partono.
Di fatto lo possono fare, ma l’ingegno che certa gente ha aguzzato in questo post sisma disgraziato che continua a fare la fortuna dei privati, più che della cosa pubblica, non solo gli ha consentito di comprare anche a Roma, con il valore ante sisma della casa ceduta, ma gli sta permettendo perfino di decidere ancora, di paralizzare chi ha solo quella casa e, in diversi casi, di avanzare l’ipotesi di volerla ricomprare. In particolar modo quelle in centro delle quali si sta interessando l’Agenzia delle Entrate con le forze dell’Ordine.
Gente che non voleva più saperne e che oggi si ripresenta alle riunioni per avere vantaggi. Si può giocare con la doppia maggioranza richiesta ai consorzi? Cioè quella per cui si vota in base ai metri quadri posseduti e alla proprietà, ma in tutta questa giostra di affari tra privati dov’è il Comune? Sappiamo che la ricostruzione sta rallentando anche perché il mercato immobiliare è fermo, in centro storico restano parecchie seconde case su cui corrono le tasse che i proprietari tardano a voler pagare, in attesa della ripresa ed intanto stazionano al Progetto case: è così o no? Cosa sta facendo l’Ufficio speciale per la ricostruzione, sta lavorando a delle penali serie oppure no?
Ciò che è ancora straordinario diventa ogni giorno che passa lentezza ordinaria a far rivivere il centro storico sotto ogni punto di vista.
Dagli ultimi dati ufficiali sappiamo che su 544 istanze per alloggi equivalenti, il Comune ha acquistato 264 abitazioni, di cui 79 agibili ed oggetto di permute e 185 non agibili, in corso di ricostruzione o con lavori da avviare. Dati da aggiornare e rendere pubblici, ma non registriamo alcuna fretta in tal senso, non sappiamo a che punto sia lo studio della Struttura di Missione per il riutilizzo del patrimonio e non sappiamo la costituenda Fondazione a fini di residenza universitaria di tali alloggi a che punto sia. E intanto passano gli anni.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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