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LE PAGLIARE DI TIONE DEGLI ABRUZZI
Questo selciato rustico ed irregolare, tra uno spuntone di roccia ed una rosa "canina" nata spontaneamente, non è quasi niente, è un'umile cosa realizzata dai contadini-pastori, "mentre riposavano", tra il tempo dedicato al lavoro dei campi e quello destinato alla pastorizia. Opera di una infinità di uomini, senza nomi che, pietra su pietra, hanno realizzato un luogo d'indiscussa bellezza: le Pagliare di Tione.
Disseminate tra i pascoli e le rocce, esse sono una testimonianza unica della vita di un tempo. Un pezzo di cultura pastorale e di tradizione abruzzese in cui vale la pena fare un viaggio, per ricostruire la nostra storia.
Non è possibile tuttavia, comprendere il senso di questi insediamenti umani, spesso spinti ai limiti stessi dell'abitabile, senza ricondurli nell'ambito di quel sistema di produzione economica che organizzava, nel suo complesso, tutta la vita della montagna: la pastorizia.
Ed infatti, la prevalente attività economica dell'Abruzzo, con le sue condizioni di vita particolari, era la pastorizia che ha dato un'impronta indelebile al territorio, non limitando le sue tracce sui pascoli o sui tratturi della transumanza, ma anche in questi villaggi rustici. Molti contadini vivevano alle Pagliare e scendevano in paese solo in inverno, quando la neve scendeva abbondante.
Al limite di un altipiano tra il Colle Allo e il colle di Bella Veduta, su uno sperone roccioso allungato, sorgono le Pagliare di Tione. Un antico insediamento rurale, che man mano ha preso le sembianze di un piccolo paese, con una sua tipica struttura urbana completa. Si tratta di caratteristiche costruzioni con funzioni simili a quelle dei masi del Trentino, ovvero residenze destinate ad ospitare pastori e contadini, nel periodo del pascolo estivo e della raccolta del fieno e della paglia. Attestate già dal catasto di Tione fin dal XV secolo, costituiscono una testimonianza eccezionale della cultura contadina della montagna abruzzese.
Le Pagliare sono semplici abitazioni, spesso costruite con pietra calcarea, a pianta quadrata o rettangolare, e fabbricate a coppia, con il tetto in legno coperto di tegole. Sono situate su ampi pianori a 1000-1100 metri di quota, tra la catena montuosa del Sirente e la Media Valle dell'Aterno, ai margini nord-orientali dell'Altopiano delle Rocche. Sono costituite per lo più da due locali sovrapposti: il piano terra che ospitava la stalla per gli animali, mentre quello superiore fungeva da fienile e da giaciglio per l'uomo. Le Pagliare sono antichi insediamenti rurali, dei "paesi in miniatura", con una loro precisa struttura urbana, nella quale si svolgevano tutte le attività inerenti la pastorizia. In tutto 108 unità, capaci di costituire in piccolo, un borgo autosufficiente.
Nacquero soprattutto come ricovero e deposito del fieno, come pagliai, da cui derivò poi il nome. In seguito cominciarono ad essere utilizzate come dimore temporanee per la transumanza verticale, fenomeno tipico della nostra Regione. Sono state utilizzate attivamente fino a cinquant'anni fa, non solo per portare gli armenti al pascolo d'altura, ma anche per sopperire alla carenza di terreno al piano, con altri terreni nell'altipiano. Questa migrazione estiva verso la montagna, unico in Abruzzo, era finalizzata al pascolo di pecore, mucche e capre, nonché alla coltivazione, in alta quota, di grano, patate, farro e lenticchie.
Ogni casetta o gruppo di casette aveva un'aia comune, che veniva utilizzata per la trebbiatura. E' ancora presente anche un grande pozzo di epoca medievale, in pietra (ristrutturato nel 2006), di forma cilindrica, e ricavato da un inghiottitoio naturale, da cui veniva attinta l'acqua attraverso due gradinate interne.
Il pozzo presentava scale in pietra simmetriche, scoli, parapetti e delle vasche esterne, sempre in pietra, che servivano per la raccolta dell'acqua piovana e per abbeverare il bestiame.
Uno dei problemi delle Pagliare era infatti la scarsità d'acqua. L'intera popolazione di Tione migrava alle Pagliare d'estate; uomini, donne e bambini, guidati dal prete, che restava con loro per prendersi cura delle loro anime.
Queste caratteristiche strutture sono state utilizzate attivamente fino agli anni '60, quando sono tornate alla gestione privata dei proprietari. Ma molto si sta facendo per recuperarle, e sono tanti i turisti che hanno scoperto questo spazio incontaminato che, si spera, possano restare tali, a testimonianza di quella vita semplice, legata alle attività agricole e pastorali, che si svolgeva sui monti abruzzesi.
E' un posto ancora isolato dal mondo, solo dove di recente è arrivata una piccola fornitura d'acqua, e non c'è corrente elettrica. Il borgo, abbandonato per anni, è stato interessato da una nuova cultura del recupero che ne sta attuando il restauro ed il riutilizzo ai fini turistici, che sia compatibile con l'ambiente.
Le Pagliare sono raggiungibili partendo dalla torre medievale di Tione, che si raggiunge da una strada ripida che inizia poco prima del paese, si percorre la strada asfaltata che sale per circa 2 Km, fino ad una piccola cappella con l'edicola dedicata alla Madonna nera con bambino. Si può proseguire ancora con l'automobile attraverso una strada in breccia, avendo cura di seguire sempre il tracciato di sinistra in entrambe le biforcazioni che si incontreranno. Le Pagliare sono raggiungibili anche per un tracciato meno irto, che partendo da Tione verso Goriano, si incontra prendendo la prima strada a destra dopo il lago di Goriano Valli, perfettamente percorribile anch'essa con l'automobile.
Allo valico si continua per la strada asfaltata dalla quale si può ammirare il paesaggio in tutto il suo splendore; sulla destra vi sono dei prati nei quali affiorano rocce e fiori bellissimi e con coloriture diverse, secondo le stagioni. Sul lato sinistro si può ammirare, in tutta la sua lunghezza, il versante settentrionale della catena del Sirente, con i suoi canaloni impervi e le faggete che si sono insediate sui pendii. Sempre sulla sinistra, si scorge una vallata verdeggiante, da sempre utilizzata per il pascolo del bestiame, che si abbeverava in una cisterna circolare nel fondovalle.
Per raggiungere le Pagliare di Tione, si può passare anche da Rocca di Mezzo e Terranera, sulla piana delle Rocche, addentrandosi in una fitta boscaglia; la strada è sterrata ed è percorribile con grande attenzione, dato le sue condizioni precarie, specialmente nel periodo autunnale o primaverile.
Fulcro della vita comunitaria del villaggio è la piccola chiesa della SS. Trinità, meta ancora oggi di una processione religiosa. Una processione che fa rivivere tutta la magia della tradizione, parte dalle Pagliare, percorrendo un sentiero scosceso, e arriva nella chiesa della SS. Trinità; semplice costruzione e di notevole suggestione per i suoi affreschi d'arte povera. Qui si celebra la Santa Messa, durante la quale viene distribuita la tradizionale "panetta benedetta" che viene riposta all'interno dell'abitazione come portatrice di serenità e benessere per l'anno successivo. Quindi, sempre in processione, si fa ritorno alle Pagliare, dove si festeggia con la banda musicale e con il tradizionale pranzo della festa.
Quale migliore occasione per rivisitare quest'antica tradizione sui luoghi stessi? Ci vediamo alle Pagliare di Tione nel mese di luglio, in occasione dei festeggiamenti per la Madonna di Loreto.
Peppe Vespa

