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Progetto case, 1355 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
L'11 maggio 2011, denunciavamo 130 alloggi vuoti nel Progetto case e mai assegnati. Nel frattempo, la popolazione assistita continuava a stare negli alberghi e con l'autonoma sistemazione a carico dello Stato.
L'11 maggio 2011, denunciavamo ancora quasi 2milioni di euro di debito per i consumi dell'acqua, non pagati, 2milioni di euro per il gas e mezzo milione circa per la corrente elettrica. Debiti, nel Progetto case, a cui il Comune dell'Aquila non volle mai mettere mano.
Il 30 dicembre 2011 il Consiglio comunale votava all'unanimità la necessità di fare un appalto, perché la gestione andasse nelle mani di esperti.
Il 28 settembre 2012, partivano le lettere per i pagamenti degli acconti sui debiti milionari dei consumi, ma i conti erano tutti sbagliati, e gli assegnatari volevano essere certi di pagare solo il giusto.
Ai primi di gennaio 2013, la Giunta bloccava tutti i solleciti di pagamento, disse agli assegnatari di pagare solo gli acconti e poi avrebbe fatto i conguagli, ma anche i conguagli non saranno mai giusti. Ancora oggi non lo sono, nonostante i 40mila euro girati all'Asm spa per le letture dei contatori e nonostante le Banche dati con gli assegnatari, predisposte dal Sed spa. Entrambe le società, sono interamente partecipate dal Comune dell'Aquila.
Il 3 maggio 2013 la Giunta ritirava la delibera con cui il Consiglio decise di fare l'appalto per la gestione, il Consiglio, tuttavia, non votò la delibera proposta per la gesitone mista, società comunale/privato, perchè il piano economico da dieci milioni di euro l'anno, pagava per lo più, solo le poltrone. Da allora, diversi consulenti pagati per decidere sul carrozzone della gestione, ma non se ne sa ancora nulla.
Il 13 settembre 2013, denunciavamo che del debito iniziale di 10milioni di euro, per i consumi mai pagati, il Comune non riusciva ad incassare più di 135mila euro mensili, per un totale di soli 2milioni e 400mila euro incassati a coprire un debito che continua a lievitare nella più totale incapacità di gestione.
La gestione pubblica è ormai nel panico, non sanno più dove mettere le mani, a dicembre prossimo dovranno rispondere della loro incapacità alla Procura della Corte dei conti che li ha citati in giudizio per un danno erariale di 12milioni di euro circa, a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza.
Nel frattempo gli assegnatari continuano ad essere utlizzati come scudi umani, trattati come gente che non vuole pagare, sempre con la minaccia dello sfratto, quando invece ha solo chiesto di fare chiarezza sui consumi, sulle garanzie che gli alloggi fossero fatti a regola d'arte, sui risparmi energetici, sulle letture e sui conguagli.
Non hanno ancora avuto risposte chiare ed adeguate, neanche la città.
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.





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