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UN PIANO GESTIONE DELLE MACERIE, CHE NON PIANIFICA E RIMANDA AI SINDACI
stampa pagina 4 maggio 2012
Una legge e tredici ordinanze, sono il quadro normativo di riferimento per la gestione delle macerie, una vera follia. L’ultima ordinanza di Monti, quella per la semplificazione e la trasparenza, ha stabilito che entro la fine di aprile, la struttura commissariale avrebbe dovuto fare un testo unico di tutte queste scatole cinesi, ma non lo hanno fatto ancora.
E così la lettura non è per niente agevole, né della norma, né delle ultime novità sulla ricostruzione, di cui la gente vorrebbe sapere ogni particolare, se non fosse che ogni informazione invece di essere ogni giorno più semplice da capire, al contrario si complica.
Ieri, hanno pubblicato il piano per la gestione delle macerie, quello che doveva predisporre il soggetto attuatore Romano, capissimo dei vigili del fuoco siciliani, nominato per un compenso di 72mila euro l’anno, per affrontare la grana macerie.
In questi ultimi due anni tutto un parapiglia, per decidere una gestione locale o commissariale, ed ancora Cialente, che a un certo punto non è più stato invitato ai tavoli che contavano, mentre Chiodi sosteneva che non doveva essere invitato, per arrivare a ieri, e leggere che i piani spettano ai Comuni e che il polo tecnologico di Barisciano per lo stoccaggio delle macerie, scelto dopo mesi di confronti continui almeno un anno fa, non solo non è ancora pronto, ma il progetto ha visto la stesura definitiva solo con il piano delle macerie, cioè i primi di maggio del 2012.
Romano è stato nominato un anno fa, il sito di Barisciano è stato individuato dopo una serie infinita di sopralluoghi tecnici commissariali e regionali nello stesso periodo, ma non siamo ancora pronti.
Il soggetto attuatore invita comunque alla calma, perché secondo quanto riporta, le macerie saranno portate via in concomitanza con la ricostruzione, dunque se non parte la ricostruzione, inutile ululare alla luna.
Quattro milioni di tonnellate di macerie, comprese quelle previste dalle demolizioni future, e 355mila e 500 tonnellate di rocce e terre da scavo prodotte dagli scavi del Progetto Case, Map Musp da rimuovere non si sa più in quanto tempo.
Quattro milioni di tonnellate di macerie, corrisponde, secondo le stime commissariali, a circa il 15% del quantitativo di inerti da costruzioni e demolizioni complessivamente prodotto in Italia in un anno. Ma soluzioni agevoli non ci sono ancora, Romano rinvia ai sindaci anche per i progetti sull’uso degli inerti, ottenuti una volta separate le macerie, e che dovranno servire ai ripristini ambientali, delle cave o a fare basi per manti stradali. La realtà è che ancora tutto da pianificare, progettare, con priorità ancora da definire, ma allora a che serve in concreto un soggetto attuatore?
Solo per rimuovere le macerie a Paganica, ha stimato almeno 2 anni di tempo, considerando una linea che lavora alla separazione e alla rimozione, per circa 80 tonnellate al giorno. 309 giorni per Tempera, 435 solo per via Germania a Pettino.
L’obiettivo è da mesi sempre 2mila tonnellate al giorno, ma servono mezzi, personale, siamo ancora sull’ordine delle previsioni, non si capisce che fine abbiano fatto i mezzi donati dalla Fiat, lo continua a denunciare il Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, ma nessuno gli risponde. Un valore di circa 900mila euro di mezzi, che aiuterebbero la gestione, oltre a fare chiarezza sulla denuncia che vede il comando aquilano dei Vigili, relegato solo alla dismissione dei mezzi vecchi, per dirottare quelli nuovi, a sentire il sindacato, chi sa dove. E nessuno a smentire, mentre il quadro sulle macerie, senza chiarezza normativa e soprattutto concretezza ed operatività, s’intreccia ogni giorno di più.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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