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Comune

SAN SALVATORE, NEL CENTRO TRASFUSIONALE COMPONENTI PER CURARE MALATTIE RARE


stampa pagina 25 agosto 2014

Ospedale S. Salvatore di L’Aquila Ospedale S. Salvatore di L’Aquila

Apparecchiature sofisticate permettono di separare dal sangue del donatore o del paziente le diverse componenti del sangue (cellule o plasma) e vengono utilizzate per curare malattie piuttosto rare, immunologiche, ematologiche, neurologiche e nefrologiche. Questa tecnica si chiama emaferesi e viene praticata dal Centro trasfusionale dell’ospedale S. Salvatore di L’Aquila, diretto dal dr. Luigi Dell’Orso. Il macchinario che consente l’adozione di questa metodica è il ‘separatore cellulare’ e il Servizio Immunotrasfusionale del “San Salvatore” di L’Aquila è uno dei 2 centri in Abruzzo a disporne (l’altro si trova fuori Provincia). Grazie all’aferesi, dal sangue del donatore o del paziente - tramite centrifugazione e filtrazione - la macchina separa determinati emocomponenti, (come appunto plasma, piastrine e globuli rossi) che vengono poi utilizzati per la trasfusione o eliminati in presenza di elementi nocivi. In questo senso la tecnica di separazione cellulare, attuata a L’Aquila, assume un’importanza notevole. Ogni anno, negli ambulatori del centro trasfusionale dell’ospedale, si effettuano circa 500 aferesi. 

Ovviamente, per la preparazione di emocomponenti e di farmaci emoderivati è importantissimo procurarsi la maggiore quantità possibile di sangue. Tramite i due punti di raccolta - uno nel Centro trasfusionale dell’ospedale e l’altro nella sede della Croce Rossa - si raggiungono circa 6.000 donazioni l’anno. Di queste, 5.000 vengono lavorate e utilizzate per i pazienti ricoverati nei reparti dell’ospedale aquilano o per malati ambulatoriali, mentre le altre 1.000 unità (in eccedenza) vengono messe a disposizione di altri centri trasfusionali, quale contributo al raggiungimento dell’autosufficienza regionale delle scorte di sangue. Inoltre il plasma che non viene utilizzato per uso clinico viene inviato alle industrie che producono farmaci salvavita.
L’attuale quota di 6.000 donazioni coincide con lo standard pre-sisma e segna un forte recupero rispetto al minimo storico di scorte di sangue, appena 2.500 donazioni, che si registrò nell’anno del terremoto (2009). La maggior parte dei donatori ha un’età tra i 40 e i 50 anni mentre, nella fascia più giovane - 20-35 anni- le adesioni sono relativamente più basse.
“Occorre sensibilizzare i più giovani”, dichiara il dr. Dell’Orso, “e avvicinarli alla ‘cultura’ della donazione perché delle scorte di sangue, che pure nella nostra Provincia sono sufficienti, si ha sempre più bisogno per le crescenti esigenze. D’altronde, donare è semplicissimo e non occorrono né prenotazioni né impegnative mediche: si viene da noi o nella sede della Croce Rossa di L’Aquila”.
Rigenerazione di tessuti. L’ambulatorio del servizio trasfusionale svolge anche un’ampia attività dedicata alla cosiddetta medicina rigenerativa, compiuta con la somministrazione di terapie finalizzate alla rigenerazione di svariati tessuti, come ad esempio tessuti ossei, per lesioni osteo-articolari, tendini e cartilagini, ulcere varicose, piaghe da decubito: un lavoro che si traduce in oltre 1.500 prestazioni annue.


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