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Direzione regionale beni culturali

SCOPPOLA NON RESTERA’. CHE FINE HA FATTO L’IDEA DELLA DIREZIONE SPECIALE?


stampa pagina 12 settembre 2014

Francesco Scoppola, Massimo Cialente e Dario Franceschini Francesco Scoppola, Massimo Cialente e Dario Franceschini

Francesco Scoppola, il nuovo direttore regionale per i beni culturali pare sia stato all’Aquila solo un giorno, chiuso nel suo ufficio a vedere le carte, pronto a mollare l’incarico ancor prima di averlo accettato. Un incarico ad interim, collegato a quello che già ricopre a Perugia e che scadrà a novembre, senza rimborsi spese per la spola L’Aquila Perugia, senza un minimo di indennizzo e con l’evidente preoccupazione, a causa delle inchieste in corso, di dover firmare qualsiasi carta utile a liquidare lavori o far partire cantieri per i beni culturali, e parliamo di miliardi di euro, è facile pensare che non farà assolutamente niente e così la paralisi nella ricostruzione del nostro patrimonio sarà certa per i prossimi mesi. Forse l’unico atto che firmerà senza fatica e lo dovrà fare perché la maretta tra i dipendenti della Sovrintendenza sta montando, saranno gli straordinari, considerato che aspettano da mesi per i turni estenuanti a cui sono sottoposti dal post sisma, a lavorare sempre in pochi per firmare mucchi di pratiche per la ricostruzione, praticamente tutto l’asse centrale del centro storico. E più d’una volta a visitare quegli uffici, quei pochi architetti che ci lavorano da sempre li abbiamo sempre trovati sommersi dalle carte e se non c’erano, era solo per qualche sopralluogo, dunque se Scoppola farà qualcosa, farà lo stretto indispensabile, atti d’ufficio non più rinviabili e senza troppe gatte da pelare. Figurarsi quindi se prenderà la decisione di apporre il vincolo sul cratere dell’antica Porta Barete, con la grana certa di mettersi ulteriormente contro i proprietari del civico 227, che hanno già affilato una serie di denunce contro l’amministrazione comunale e contro le Sovrintendenze stesse. C’è poi la famosa riforma del Mibac, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo gennaio che sostanzialmente sopprime la figura dirigenziale del direttore, lasciando le direzioni dei beni culturali come semplici uffici con a capo semplici funzionari a fare lavori di routine. Che sia risparmio della spesa pubblica oppure l’ennesimo ministro che vuole lasciare il segno, non si sa, fatto sta che i direttori resteranno tutti appesi, senza sapere di che morte morirà il proprio ruolo, sperando di restare in qualche modo a galla e quindi ammesso che Scoppola, rimanesse fino a novembre, a fare ordinaria amministrazione, da novembre in poi sarà la paralisi totale dei cantieri, dei lavori e delle liquidazioni alle imprese. Ci pensate a che figura faremmo anche con quegli Stati che hanno adottato un monumento o un palazzo storico? Che gli raccontiamo? Nel tritacarne della riforma, naturalmente si disse di evitare di farci sprofondare la Direzione regionale dei beni culturali d’Abruzzo, considerata la ricostruzione post sisma, in questo senso il ministero si disse favorevole a creare una Direzione speciale per L’Aquila, lasciandovi a capo una figura dirigenziale non a tempo, che avesse modo e facoltà di prendere decisioni importanti come anche la gestione di gare d’appalto miliardarie, garantendo peraltro, con pochi dipendenti disponibili, la trasparenza di ogni più piccolo passaggio. Ad oggi di quella proposta non si sa più nulla, sicuramente il Sindaco Cialente ancora non ha deciso di spendere un viaggio nella capitale per portare queste ragioni a Franceschini, così da sbloccare l’immobilismo in cui siamo precipitati a seguito della mancata riconferma del direttore Magani. Probabilmente resteremo appesi per un bel po’, continuando a sperare che qualcosa possa muoversi ma a giudicare dai fatti, al netto delle chiacchiere che si continuano a veicolare senza neanche sapere di cosa parla, sarà davvero molto difficile.

 

Alessandra Cococcetta


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