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COSPA: SIAMO SICURI CHE GLI IMPIEGATI DI EQUITALIA SIANO ASSUNTI REGOLARMENTE?
stampa pagina 25 settembre 2014
Siamo sicuri che gli impiegati di Equitalia siano assunti regolarmente? È una domanda che tutti dovremmo “porci”!!!! Più si rovista nei meandri delle sentenze contro Equitalia, da quelle delle commissioni tributarie per finire a quelle della corte costituzionale europea, più si configura l’incostituzionalità di questo ente di riscossione. Qualche giorno fa, un amico su facebook mi ha postato un articolo di giornale titolato “EQUITALIA game over”. Subito sono iniziate le ricerche ed è venuta fuori che il Tar del Lazio, dietro esposto della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, con la Sentenza n. 6884 del 1° agosto 2011, rafforzata successivamente confermata dal Consiglio di Sato di cui si allega il link, di un lavoro ispettivo del senato della Repubblica, veramente sorprendente:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=00700013&parse=si&toc=no .
Nessuno ne parla, neanche i politici locali super pagati, forse impegnati a compilare la lista delle nozze , ma nemmeno quelli che sbraitano nelle piazze, tanto meno gli organi costituzionali, come la Prefettura. Intanto, Equitalia si scaglia contro i contribuenti con metodi e provvedimenti inficiati a monte dagli ultimi gradi di giudizio. Infatti, dalle sentenze sopracitate, gli impiegati delle Agenzia delle Entrate sono semplici uscieri, forse con nomina politica, quindi completamente fuori legge a servizio dello Stato, anzi dei politici, a questo punto ci “ porciamo” una domanda più che lecita: siamo sicuri che EQUITALIA compartecipata con il 51% dall’agenzia delle entrate e per il 49% dall’InPS , gli impiegati siano anche loro farlocchi come i loro colleghi dell’ufficio accanto? Intanto, come se niente fosse, Equitalia, appoggiata da una politica avida di soldi, continua la sua corsa a mettere in difficoltà le imprese, e le persone strette nella morsa della crisi, richiedendo anche somme non dovute, come l’aggio, ritenuto per la CE aiuto di stato ed interessi di mora più spese accessorie che ammontano al 65%. Cosa più grave, che i provvedimenti di pignoramenti verso terzi, ipoteche legali sarebbero illegali, in quanto le cartelle emesse dall’Agenzia delle Entrate che girano negli uffici di EQUITALIA sono considerarsi nulle. Nel contempo si attende di conoscere quale è il debito cha l’azienda agricola Rossi, lo sparatore di letame, ha nei confronti dell’ente di riscossione. Nel contempo, EQUITALIA attraverso il Prefetto dell’Aquila, invita l’azienda agricola Rossi ad accedere ad una dilazione del debito di cui non si conosce l’importo. Contadini si, ma non stupidi!! Alla luce di quanto sopra, l’azienda agricola Dino Rossi, ha deciso di vendere cara la propria pelle, invece di fare il rateizzo, impegnerà le somme dovute all’erario, in spese di giustizia, anche a costo di rimanere in mutande, ma mai si inginocchierà ad un sistema di riscossione anticostituzionale.
Il Cospa
Abruzzo
Dino Rossi
Il pungiglione
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