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HOTEL VIA DEI MATTI, N.0
stampa pagina 26 settembre 2014
Nel programma di mandato 2012-2017 del sindaco Cialente, l’area di Collemaggio è ritenuta strategica e luogo decisivo per la cultura, la formazione ed i saperi. Secondo le promesse che il candidato fece agli aquilani, avrebbero recuperato quell’area con un concorso internazionale di progettazione, lasciando la destinazione assolutamente a servizi pubblici. E in effetti qualche giorno fa in commissione territorio, su iniziativa del consigliere Antonello Bernardi, sono stati invitati i rappresentanti della Asl, proprietaria delle 15 palazzine di quell’area, che hanno ribadito la volontà dell’azienda di non vendere. Essendo peraltro la destinazione urbanistica, ad uso socio sanitario. Si sono comunque detti disponibili a sedersi ad un tavolo per deciderne un uso strategico con il Comune, padrone di casa, l’Università, e la Regione, che vorrebbe investire delle risorse. Ma a quel tavolo, a parte un primissimo confronto con tutti gli attori, Cialente, incapace di una strategia che dia un senso al futuro di questa città distrutta, non potrà certo sedersi, se non farà prima i conti con la realtà. Il suo programma di mandato prevedeva nell’area di Collemaggio, il “palazzo della cultura”, all’ex Accademia dell’Immagine, di cui peraltro bisognerebbe capire bene a chi appartiene oggi la proprietà, il “palazzo della città”, per ospitare associazioni culturali e sociali, il “museo della mente”, l’Hotel via dei matti n.0, un Centro Congressi, un college per studenti, oltre che spazi per servizi culturali, librerie, bistrot culturali, foresteria per ricercatori e docenti. Quindi Cialente un’idea ce l’aveva. Non si è capito bene se l’Università sia ancor interessata o meno a quell’area, forse preferirebbe investire piuttosto al San Basilio, ma se non ci si siederà presto intorno ad un tavolo, si continuerà a navigare a vista, perché se l’idea comunale piacesse anche agli altri attori protagonisti, si dovrebbe metterla in pratica con l’azione. Un’idea bella, a cui bisognerebbe lavorare sinergicamente per evitare che quel luogo diventi al contrario, di tutto un po’. Un fritto misto insomma. Secondo le promesse elettorali del Sindaco, l’area dell’ex San Salvatore avrebbe dovuto ospitare un college per studenti, la sede del Gran Sasso Science Institute ed una serie di servizi per giovani e studenti, riqualificando così una zona a ridosso del centro storico. Non è accaduto nulla di tutto ciò ed anzi, l’ex asilo, occupato proprio per stimolare i pochi lavori che servivano nella proprietà comunale, ancor oggi dimostra l’inerzia dell’amministrazione anche sul minimo, mentre la collocazione del Gran Sasso Science Institute all’ex Isef, alla parte opposta della città, non ha nessuna ratio urbanistica e di riqualificazione, se non il fatto che quella struttura, di proprietà della Regione Abruzzo, oggi, grazie all’istituto di ricerca, incassa bei denari. Perché queste, sono le priorità anche degli enti pubblici: gli incassi. L’ultima area che Cialente, voleva strategica per la formazione ed i saperi è l’ex Caserma Rossi e l’ex carcere minorile, che avrebbe dovuto riqualificare il Torrione da un alto, e dall’altro doveva diventare il primo campus degli studenti delle scuole secondarie, il primo civic center italiano con la ricollocazione di gran parte delle scuole a ridosso del polo di Colle Sapone. A quasi tre anni del secondo mandato, sarebbe giusto fare il punto su quanto realizzato, perché mentre scriveva questo, già ci si adoperava per ricostruire le scuole, per le quali, peraltro, nonostante siano disponibili in cassa 40milioni di euro, c’è solo un progetto esecutivo e non c’è ancora una pianificazione per ricollocare il resto delle scuole nel territorio. E senza una pianificazione vera, relegare oggi qualche scuola all’ex caserma Rossi, senza sapere cosa ne sarà del centro storico, di Collemaggio, dell’ex San Salvatore e anche dell’ex de Amicis a San Bernardino, sarebbe solo un altro suicidio socio aggregativo di certo da sventare.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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