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SCHEDE PARAMETRICHE, BUIO SUL NUMERO DEI PROGETTI ESECUTIVI


stampa pagina 8 ottobre 2014

Pietro Di Stefano Pietro Di Stefano

Con la fine del terzo capitolo della ricostruzione, quello dell’Ufficio speciale di Aielli che avrebbe dovuto portare con la legge Barca e con la scheda parametrica, procedure certe, per niente discrezionali e risorse altrettanto certe da chiedere a Roma, sarebbe il caso di fare un bilancio per capire almeno se stiamo andando bene. E quindi se il pinco pallo che verrà dopo Aielli troverà meccanismi buoni, per cui gli aquilani potranno dormire sonni più che tranquilli certi che rientreranno a casa in un tempo certo. In cinque anni dal 2013, secondo Cialente e Di Stefano, purché avessero avuto le risorse in tasca con il loro crono programma sarebbe andato tutto a gonfie vele, ma le cose non stanno andando come volevano e stanno facendo di tutto per non farlo scoprire. Ed è il secondo anno consecutivo, che l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano evita di spiegare al Consiglio a che punto è la ricostruzione, un emendamento di Appello per L’Aquila, votato all’unanimità, stabilì infatti questo rendiconto che di fatto non c’è mai stato. E allora cerchiamo di capire da soli a che punto sono le schede parametriche, cioè la nuova strategia che Barca studiò con Di Stefano. Diciamo che sulle 4.300 pratiche da vedere ne sono state istruite poco più di mille, tra tutte meno di mille dovrebbero essere schede parametriche, quelle che avrebbero dovuto dare una svolta alla ricostruzione, ma tra la prima parte e la parte esecutiva, quella che fa aprire i cantieri, il buio è totale. Da aprile, quando in pompa magna e in conferenza stampa Di Stefano con Aielli disse che erano pronti a partire con la presentazione della seconda parte, è successo molto poco, sono stati invitati solo 106 amministratori di consorzio, l’ultimo avviso è del 16 settembre scorso, a presentare il progetto esecutivo, ed avranno 120 giorni di tempo tutti, ma nessuno dice, in quanti, ad oggi, hanno completato l’iter. 90 giorni di tempo per la GiuntaCialente, e chi fa prima accede ai contributi, 120 giorni per Aielli, non si sa a chi dare retta, ma il dato è presumibilmente misero, tanto da far prevedere il rientro in centro storico tra decenni, altro che cinque anni. Per le schede parametriche del centro storico e le frazioni prioritarie, il termine ultimo per la presentazione è scaduto il 5 aprile, mentre al 31 ottobre di questo mese, scadrà il tempo massimo per le seguenti frazioni: Assergi, Collefracido, Coppito, Monticchio, Sassa, Bagno Piccolo, Colle di Preturo, Pescomaggiore, Pettino, Pianola, San Benedetto di Bagno, Sant’Elia, Brecciasecca, Casaline, Cese di Preturo, Collebrincioni, Poggio Santa Maria, Pozza di Preturo, Preturo, San Vittorino, Santi di Preturo, Vellesindole, Cansatessa, Colle di Sassa, Collemare, Foce di Sassa, Fonte Cerreto, Genzano, Menzano, Pagliare di Sassa, San Marco di Preturo, San Pietro della Jenca. Quando Barca ideò la rivoluzione nella ricostruzione in Abruzzo, per cui la scheda parametrica avrebbe dato la svolta attesa, il premier Monti, per la presentazione della seconda parte la mise così: seguirà poi la seconda parte del progetto, da redigere nell’anno in cui sarà finanziato il progetto, almeno cinquant’anni? Non è così che si governa un processo, la scheda parametrica serve solo a controllare a che non si vada troppo spediti, mentre i proclami dell’assessore di Stefano, che a un certo punto, esattamente il 23 maggio di quest’anno, diramò l’informazione per cui cinque frazioni, Onna, Roio Poggio, Santa Rufina di Roio, San Gregorio e Tempera avrebbero potuto presentare il progetto parte seconda, ha preso solo un abbaglio perché dagli elenchi ufficialmente pubblicati, otto in tutto da aprile, non c’è traccia alcuna, se non di Onna soltanto.

 

Alessandra Cococcetta  




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