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SI MARCIA A “BRACCETTO”


stampa pagina 3 novembre 2014

Giovanni Legnini e Massimo Cialente Giovanni Legnini e Massimo Cialente

Ho sempre avuto grande stima di Giovanni Legnini, come uomo e padre di famiglia, come professionista, come politico, come Sottosegretario. Una stima che viene da lontano, da quando nel giugno del 2012 questo giornale fece il suo nome quale naturale candidato (Pd), alla Presidenza della Regione Abruzzo.
Legnini non fu candidato, fu però nominato Sottosegretario all’Economia nel Governo di Matteo Renzi, ora è il nuovo vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Personalmente non sono uno di quelli che crede nell’apoliticità dell’alta carica dello Stato in cui lui è stato appena eletto, non dico che “tale personaggio” non dovrebbe esternare nemmeno la sua passione per una squadra di calcio, ma sicuramente dovrebbe essere al di sopra delle parti, per essere garante della Costituzione come (vice) capo della Magistratura.
Ed invece da quando ricopre tale prestigiosa carica, Giovanni Legnini è sempre più presente nelle occasioni politiche, continua a fare “passerelle” ed addirittura “tifa” per Stefania Pezzopane quale “risorsa per L’Aquila, per l’Abruzzo e l’Italia” e per il Pd?, proprio nel momento in cui la Papessa Stefania viene messa in discussione per i suoi comportamenti pubblici e per i risvolti mediatici della sua relazione (che sarebbe dovuta restare nella sfera personale) con l’ex spogliarellista Simone Coccia Colaiuta.
Come è stata inopportuna la sua dichiarazione, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Aquila “quest’anno abbiamo garantito 1miliardo di euro, di cui 480milioni impegnati e altri 520milioni subito, per proseguire nell’attività di ricostruzione”. Legnini continua a parlare come uomo di governo, impegnandosi addirittura a portare avanti la legge per ottenere il quadro di programmazione finanziaria. L’ultima sua visita in Abruzzo proprio oggi, lo ha posto tra gli interlocutori del tavolo che dovrà trovare i fondi per la ricostruzione.
Una cosa che Legnini assolutamente avrebbe dovuto evitare, la sua frequentazione con Massimo Cialente che mina seriamente il valore della sua credibilità che potrebbe ingenerare forti sospetti sulla capacità di mantenere ben salda l’imparzialità nell’esercizio delle sue funzioni, essendo in questo momento, il Cialente, nell’occhio del ciclone per le varie inchieste e vicissitudini inerenti l’Accademia dell’Immagine, con un procurato falso in bilancio, per le quali è stato condannato al risarcimento in solido di circa 100milioni di euro dalla Corte dei Conti, un ulteriore risarcimento milionario di 12milioni di euro, è in corso il giudizio, per procurato danno erariale per la vicenda della disamministrazione del Piano Case…ed altre numerose inchieste in corso.
La cosa più scandalosa è stata e resta la vergognosa vicenda dell’affaire macerie, nel quale Cialente&C. affidarono in modo diretto, senza gara e senza comparazione di prezzi, circa 50milioni di euro per la rimozione delle macerie provocate dal terremoto. In qualsiasi altra Procura d’Italia sarebbero scattate le manette ai polsi di “lorsignori”…all’Aquila no. Perché evidentemente Cialente è intoccabile. Senza che il Consiglio Superiore della Magistratura sia intervenuto. Figuriamoci oggi, ma vogliamo sperare di no, con la nomina di Giovanni Legnini. E la questione morale di Enrico Berlinguer che fine ha fatto? E la decenza? Per Giovanni Legnini ci sarebbe nel caso, l’aggravante della frequentazione consapevole.
Decenza o non decenza Cialente non se la può cavare così…a buon mercato. Innanzitutto per gli irreparabili danni che sta arrecando alla ricostruzione, all’Aquila e agli aquilani terremotati.


Peppe Vespa




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