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PARTECIPATE DELLA REGIONE ABRUZZO INDEBITATE PER 226MILIONI DI EURO


stampa pagina 5 novembre 2014

Luciano D’Alfonso Luciano D’Alfonso

225milioni e 888mila 376 euro, è il debito delle società partecipate e controllate dalla Regione Abruzzo. Un dato venuto fuori dalla richiesta del presidente D’Alfonso alle direzioni dei settori, che controllano tali società, per avere il quadro della situazione. Il bilancio regionale è attenzionato dalla Corte dei Conti, che starebbe passando al vaglio la spesa pubblica dell’ente e le esposizioni debitorie che a questo punto il governatore vorrebbe capire per eventuali contenziosi o problematiche economiche e finanziarie, che potrebbero coinvolgere anche la Regione. 117milioni e 262mila euro li hanno accumulati le società dei trasporti Arpa, Gtm, Fas, Ferrovia Adriatico Sangritana, la Sir, in liquidazione, e la Saga, la spa che gestisce l’aeroporto di Pescara e che avrebbe eroso il proprio patrimonio netto per 2milioni e 841mila euro. Dal dettaglio del debito, di cui ha preso atto la Giunta, si legge che oltre alle banche e ai fornitori, avanza parecchio l’erario, gli istituti di previdenza sociale oltre 2milioni di euro, i dipendenti con mensilità e ferie arretrate, per oltre 5milioni di euro e tfr da pagare di sicuro. Un primo dato, evidenzia quindi che la maggior parte di questi debiti, che riguardano per lo più anche le altre controllate, dovrà essere onorata. E’ stato costituito un gruppo di lavoro, formato dai direttori di settore più un funzionario della segreteria generale del presidente che entro trenta giorni dovrà approfondire nel dettaglio le somme. Tra le partecipate spicca bizzarramente il Centro ceramico Castellano, ed una serie di Centri e Consorzi che oltre a macinare soldi pubblici e debiti, hanno razionalizzato troppo poco l’uso della finanza pubblica e soprattutto un dubbio è lecito, qualsiasi risultato porterà il gruppo di lavoro al presidente, è ovvio che se la gran parte del debito la produce il personale c’è molto da rivedere nelle politiche regionali future. E d’Alfonso ha promesso che lo farà. A cominciare magari dai trasporti, per cui è urgente una riforma che innovi e riconosca contributi e sostegni anche alle mobilità locali, spesso lasciate indietro da una politica miope. La Gtm spa, Gestione trasporti metropolitani, con sede a Pescara, deve ai fornitori circa 2milioni di euro e poi una valanga di soldi tra personale, dirigenti e contenziosi di varia natura, la Saga registra oltre 10milioni di debiti verso i fornitori ed altri debiti per venti milioni di euro, che bisognerà capire chi risanerà e per quali prospettive di sviluppo. C’è poi Abruzzo Engineering con 32milioni di euro di debito verso fornitori, di certo la Selex di Finmeccanica, e la Finanziaria regionale, la Fira, partecipata al 51% dalla Regione con quasi 50milioni di euro di debiti. Quindi il Consorzio per la divulgazione e la sperimentazione delle tecniche irrigue e quello per la ricerca Vitivinicola ed enologica in Abruzzo o il Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara” scrl, indebitato per quasi otto milioni di euro, il cui direttore Sorgi, controllore delle attività in questione, resta ai domiciliari per altre vicende giudiziarie ancora da chiarire. La questione debitoria delle controllate a cui fa capo la vigilanza dell’alto dirigente indagato, non potrà che essere presa per ovvie ragioni con le pinze. C’è poi un’altra fetta di questa gestione che gli abruzzesi vorrebbero capire meglio, come ad esempio la Gran Sasso Teramano spa, con sede nel Comune di Pietracamela, ed una partecipazione della Regione Abruzzo nella società pari al 3%, che dovrà restituire all’ente Regione, due milioni e mezzo di euro per i contributi introitati nel 2009 e nel 2010, quando invece la legge li consentiva come finanziamento agevolato. E’ ovvio che siamo ad un bivio, D’Alfonso ha promesso un cambio di rotta che gli abruzzesi aspettano, oltre 225milioni di euro di debito che di certo non diminuirà, anzi, con gli ulteriori approfondimenti potrà solo che lievitare non sono briciole. C’è bisogno di un segnale forte.


Alessandra Cococcetta




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