All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
UGO CENTI, SUL FUTURO DELL’UNIVERSITA’ DELL’AQUILA
stampa pagina 6 novembre 2014
Poi dice che uno non dovrebbe commentare certe cose. Ma come si fa! Prendiamo il caso di una mozione di recente approvato dal Consiglio regionale abruzzese. Già il titolo fa sobbalzare. Testuale: “DELIBERAZIONE 14.10.2014, n. 8/5: Università degli Studi dell’Aquila - Misure urgenti da adottare in termini di servizi e strutture per evitare il drastico calo degli iscritti.”
Dunque ci sarebbe – e bisogna crederci se lo scrivono ben quattro consiglieri regionali – un calo “drastico” degli iscritti. Ma non basta, perché dopo qualche ovvietà, del tipo l’università è importante (ma era importante scriverlo? Non si sapeva?) i solerti politici regionali fanno sapere che il famoso rapporto “OCSE Abruzzo verso il 2030, sulle ali dell'Aquila” (a proposito, chi se lo ricorda più?) prevedeva nientemeno che “l'obiettivo di una popolazione universitaria di 30.000 studenti di cui 20.000 residenti”. Cifre a dir poco un po’ ottimistiche, verrebbe da osservare.
Vabbé, comunque il 2030 è lontano, ed difficile da smentire con 16 anni di anticipo! Ben più attualmente critici, invece, appaiono gli estensori dell’atto consiliare, quando affermano che: “sussiste ancora una sorta di incertezza riguardo le future sedi universitarie ed i servizi offerti agli studenti. Confusione che di certo contribuirà ad un ulteriore calo delle iscrizioni che si somma all’estensione del numero chiuso ai corsi di laurea tra i più attrattivi dell’Ateneo, quali Biotecnologie, Biologia, Psicologia e Scienze motorie che nell’Anno Accademico 2013/14 hanno raggiunto il picco di quasi 2.500 immatricolati e invece, nell’Anno Accademico 2014/15, per via del numero programmato non potranno iscrivervisi più di 960 studenti”.
Perbacco, qui, cari signori, si critica apertamente: incertezza; confusione; numero chiuso che taglia più della metà degli iscritti ad alcune Facoltà”. Vi sembrano sciabolate metaforiche da nulla? Ma chi è che è incerto sulle sedi universitarie? Chi genera confusione? Boh! Non tocca al Comune stabilire le destinazioni d’uso?
Sta di fatto che il documento insiste. E se la prende con la “riduzione progressiva dei pasti mensa attestata nell’ultimo anno a soli 150 mila rispetto al doppio stimato nel periodo ante sisma”. Oppure alle “continue carenze nel trasporto urbano sia per tariffe non agevolate che per scarsità di collegamenti”, lamentate dagli studenti. Ed ancora alla “tassa regionale per il Diritto allo Studio praticamente raddoppiata negli ultimi anni arrivando a 140 euro, ma al di cui aumento non è seguito un adeguato incremento dei servizi, anzi si registra un calo del 10% delle borse di studio, chiusura di mense, di aule informatiche e sale studio”. Od ancora: “gli affitti di posti letto agli studenti hanno accusato un aumento spropositato nel mercato privato rispetto al periodo ante sisma, aumento non giustificato dalle minori opportunità che oggi offre la Città”
Un sindacato non da nulla, dunque, che non sembra escludere (quando parla di trasporti e servizi) nemmeno il Comune guidato dall’indiscutibile (politicamente) sindaco Cialente, nonché aspirante segretario abruzzese del Pd.
Ugo Centi
Comunque tutto questo non certo bell’andare si sarebbe verificato nonostante (come riconoscono i consiglieri attuali) nel 2009 il Governo di allora concesse “uno stanziamento di 5 milioni di
euro” per i trasporti di cui esiste ancor’oggi “una disponibilità di fondi”. Senza considerare che, sempre cinque anni fa, fu “messa a disposizione degli studenti l’ex Caserma Campomizzi adeguatamente ristrutturata sempre dallo Stato con una spesa di ben 13,5 milioni di euro; oltre i fondi regionali, pari ad 1,5 milioni per attrezzature interne.
Bene, un sacco di soldi, ben 20 milioni di euro, spesi inutilmente, stando alle citate premesse scritte dagli stessi estensori della risoluzione? Sembrerebbe di poterlo dedurre. Ed invece no, perché alla fine di tutto questo po po’ di rimostranze, cosa propongono – oltre un miglioramento dei servizi – i nostri bravi politici? “Di convocare senza indugio, entro e non oltre 10 giorni, un tavolo paritetico con il Ministero della Difesa, il Comune dell’Aquila e l’ADSU con le sue rappresentanze studentesche, per lasciare in comodato d’uso gratuito la Caserma Campomizzi all’ADSU per i prossimi 10 anni che, allargando il comodato a tutte le palazzine, potenzialmente è in grado di diventare un vero e proprio campus universitario”.
Si, voglio vedere se lo fanno, questo tavolo meraviglioso. Voglio proprio vedere se in quella ex-Caserma ci fanno davvero 1.750 posti letto pubblici per studenti. A proposito, invece di mettere la data del “tavolo”, non era meglio inserire quella della realizzazione della vostra perentoria richiesta, peraltro certo molto condivisibile?
Ugo Centi
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Progetto case, 579 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- “L’Europa per il futuro della Marsica”, convegno ad Avezzano sulla riforma della Politica agricola comune
- Cinema e Psichiatria, nuovi incontri letterari e proiezioni
- Auditorium del Parco, prima edizione del Premio per la Solidarietà
- L'Aquila Rugby Club fa il punto della situazione e incontra l’ambasciatore australiano
- Legacoop, apre la casa della cooperazione a L’Aquila
- Cinema e Psichiatria, all’Auditorium “E. Sericchi” la storia Oscar Wilde








.gif)
