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Senza la nuova legge sulla ricostruzione

LE CHIESE CHI LE FARA’? CONTENZIOSI IN ARRIVO


stampa pagina 11 dicembre 2014

Santa Maria Paganica, dall'alto Santa Maria Paganica, dall'alto

Non c’è una linea finanziaria nella ricostruzione dedicata ai beni culturali e alle chiese, e comunque cambierà la legge sul post sisma in Abruzzo, non esistono proposte per definire risorse certe. In più, non è ancora normata la competenza del Provveditorato alle Opere Pubbliche a bandire gare per rifare le chiese, per la gran parte di proprietà della Curia. Per lo Stato, ente privato a tutti gli effetti.
E in questi anni post sisma, essendo un privato, ha agito come se le chiese fossero proprie, come lo sono, dunque avrebbe affidato i progetti, e si è già spinta molto in là nelle promesse, direttamente ad architetti e tecnici di fiducia così come i lavori.
Tuttavia lo Stato, per importi così ingenti, ha voluto imporre gare ad evidenza pubblica in un braccio di ferro che va avanti da anni, manca la legge e intanto restiamo al palo. Con Una chiesa per Natale, nel dicembre del 2009 circa cento chiese furono messe in sicurezza per le funzioni della mezzanotte, tra queste la Basilica di Collemaggio, che vide la partecipazione delle più alte cariche dello Stato e della Chiesa ma da cinque anni non si muove nulla. Incagliati in una serie di inchieste giudiziarie, che hanno sfiorato la Curia aquilana per le promesse d’affidamento di lavori, parecchi progetti sono già pronti, e chi sa se il Mibac vorrà accollarsi le spese facendo propri i progetti dell’arcidiocesi, così come previsto nella nuova legge sulla ricostruzione per salvare capra e cavoli. Sta andando avanti il recupero della Basilica di San Bernardino e delle Anime Sante grazie a donazioni di privati, e dovrebbe partire a breve la Basilica di Collemaggio, grazie alla sponsorizzazione dell’Eni, ma la maggior parte delle chiese, quelle di proprietà dei religiosi, è abbandonata completamente, come San Pietro e la cattedrale di San Massimo, con una messa in sicurezza che non provvide alla copertura del tetto, come fecero a Santa Maria Paganica, per cui dopo quasi sei anni è ancora scoperchiata. Con la nuova legge sulla ricostruzione la Curia sarà libera di scegliere le proprie ditte solo per le case canoniche, ed anche qui potrebbero scatenarsi altre conflittualità a causa del fatto che i sacerdoti, sono responsabili, ognuno, per la propria casa, dunque non vorranno intromissioni e chi sa quando ne usciremo.
Nel frattempo il consorzio Sant’Emidio quello che comprende anche la Casa Arcivescovile e la Cattedrale di San Massimo va per la propria strada con i lavori privati appaltati lo scorso luglio, allora, visto che le ordinanze non specificarono mai, che la Curia non dovesse essere considerata alla stregua di altri privati cittadini, inclusero tra i proprietari la Curia stessa, anche per la cattedrale di San Massimo, il problema è che se non interverrà presto una normativa, si bloccheranno i cantieri e potrebbero partire azioni di rivalsa, per danni, contro l’amministrazione. Nel frattempo negli ambienti religiosi non si spiegano come mai per i palazzi nobiliari, l’ultimo quello dei Pica Alfieri, la gestione sia stata assolutamente privata mentre per le chiese devono per forza cambiare le carte in tavola, intanto la città che ha urgente bisogno di buone notizie resterà di nuovo a secco.

 

Alessandra Cococcetta




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