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L’INGEGNER LEMME PROGETTISTA E CONSULENTE USRA
stampa pagina 4 febbraio 2015
La questione dell’aggregato a Piazza Nove Martiri e del permesso a costruire in deroga che dovrebbe votare il Consiglio comunale, rischia di mettersi malissimo e intanto in commissione territorio, la richiesta non è passata neanche stamattina. Non era passata qualche tempo fa, perché i consiglieri comunali volevano alcuni approfondimenti in relazione al fatto che alcuni abusi edilizi, dichiarati nella pratica, avrebbero potuto causare il danno sismico ed anche riguardo un sottotetto che non si capiva bene se fosse abitabile oppure no, fatto sta che la commissione la rimandò indietro. Il passaggio ha però toccato la suscettibilità del presidente del consorzio Giandomenico Cifani, che ha rimarcato in una nota come le competenze del Consiglio, si debbano limitare al permesso a costruire, mentre il resto spetta all’Ufficio speciale, chiedendo poi i verbali dell’altra seduta che a breve riceverà. Stamattina c’era il tecnico comunale Lucio Nanni che ha chiarito che la scala abusiva non sarà rifatta, che altri abusi saranno sanzionati, che il sottotetto era abitabile e che cambierebbe solo la sagoma dell’aggregato, non aumentando i volumi, bisogna solo fare il riallineamento dei muri con le strutture portanti per questioni di staticità e sicurezza, ed è su questo che serve il voto dell’Aula. Tuttavia i consiglieri, hanno “notato” che le perizie giurate che richiedono questi lavori per la sicurezza dello stabile, le hanno firmate i tecnici incaricati Riccardo Vetturini e Alberto Lemme. E siccome Lemme è anche consulente tecnico scientifico dell’Ufficio speciale, si potrebbero delineare dei profili di conflittualità negli interessi, oltre che incompatibilità per la Legge Barca, per cui la pratica del consorzio, andrà intanto all’Avvocatura per un parere in merito. Il consigliere Raffaele Daniele ne ha voluto fare anche una questione etica e di come l’amministrazione civica voglia porsi, dinanzi a questi fatti, che comunque portarono alle dimissioni del consigliere e tecnico Piero Di Piero messo alle strette dall’Aula, proprio per l’incompatibilità del doppio ruolo. L’ingegner Lemme s’è dimesso dall’Usra per “sopraggiunti motivi personali” il 2 dicembre 2014, il suo incarico, in attesa di registrazione alla Corte dei Conti, inizia il primo maggio del 2014 e sarebbe finito il 30 settembre di quest’anno, per 35mila euro di compenso annuo. Un consulente tecnico scientifico dello Stato che tuttavia il 19 settembre del 2014 presenta una perizia giurata, per conto di privati, con cui dice allo Stato che fare quei lavori è necessario per la sicurezza antisismica delle strutture. Ora, senza voler mettere minimamente in discussione l’onestà intellettuale dell’ingegner Lemme, è giusto farne una questione etica e di rispetto della norma ed è sacrosanto che i consiglieri comunali, sovrani perché eletti dagli aquilani, facciano tutte le pulci che vogliano, anche perché se bisogna riallineare i muri ai solai, qualche abuso di qualche decennio fa ci sarà pur stato, ed è del tutto auspicabile, peraltro, che le questioni d’incompatibilità vengano accertate e sanzionate. Qualcuno ha mai controllato? In questa ricostruzione sembra che tutti possano fare come vogliono e non è che il fatto che lo facciano, perché nessuno controlla, autorizza altri ad alzare la cresta cercando di delegittimare le funzioni consiliari, perché non funziona così.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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