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Un maledetto imbroglio tutto da scoprire

EX OPTIMES, “AFFITTOPOLI” ALL’UNIVERSITA’, A GIUDIZIO: DI ORIO, DEL VECCHIO E GALLUCCI


stampa pagina 5 febbraio 2015

Ferdinando Di Orio, Filippo Del Vecchio e Marcello Gallucci

Tre imputati eccellenti, oggi, per il processo in corso al tribunale dell’Aquila, con l’accusa di abuso d’ufficio aggravato, in relazione ai presunti canoni, gonfiati a dismisura, per il contratto di locazione dei capannoni dell’ex Optimes, nei quali venne ricollocata la facoltà di ingegneria, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, che aveva distrutto la sede istituzionale.
Coimputati con l’ex rettore (affatto magnifico) dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, sul banco degli imputati sono finiti anche Filippo Del Vecchio, all’epoca dei fatti direttore amministrativo dell’Università e l’imprenditore Marcello Gallucci sedicente proprietario dei locali di cui si tratta. L’ex rettore Di Orio è accusato di aver sottoscritto un contratto di locazione con l’imprenditore Gallucci, della durata di 6 anni, per un importo di gran lunga superiore a quello di mercato e comunque stimato in maniera differente dall’Agenzia del Territorio, senza bandire una seppur minima gara (con almeno l’invito rivolto a 5 imprese) per una semplice comparazione dei prezzi: 1.242.528 euro l’anno, invece dei 715 mila euro valutati dall’Ute.
Ma non finisce qui. Agli imputati viene contestato anche il fatto di essersi impegnati a versare al Gallucci 2,5 milioni di euro quale compenso per l’adeguamento della struttura alle esigenze di una facoltà universitaria; il tutto “logicamente” senza un regolare bando di gara, come espressamente richiesto dal Codice degli Appalti. Ma c’è ancora di più. La ciliegina sulla “torta” appare in tutta la sua evidenza, quando “il nostro” ex rettore Di Orio corrisponde al Gallucci, a titolo di cauzione, la somma di 1 milione di euro invece dei “normali” 310mila euro (pari a 3 mensilità); o ancor meglio, accendendo una fidejussione bancaria o assicurativa. Nell’udienza odierna è stato ascoltato il responsabile del “Settore acquisti, contratti e gare” dell’Università, Giuseppe Ponente, che dichiarò illegittima l’operazione ex Optimes, affermando, sotto giuramento, che l’ex direttore Del Vecchio, adirato, avocò a sé “l’intera operazione”.
Una testimonianza inquietante, quella del consulente del PM Mancini, incaricato di relazionare sui rapporti economici tra Gallucci e Fiordigiglio Sabatino, cognati fra di loro, che avrebbe constatato “un casino” (nel quale non si capisce niente) nelle fatturazioni dei lavori con la semplice dicitura “lavori edili”, senza nessuna specificazione dei lavori eseguiti e dei materiali forniti e con una grande “confusione” sulle somme fatturate: 3milioni 600mila euro, a fronte di un pagamento di 5milioni 700mila euro; nessuna spiegazione sulla consistente differenza degli importi e nessun computo metrico. È apparso strano che non siano stati ascoltati in aula i vari testimoni dell’accusa, ma semplicemente acquisiti gli interrogatori eseguiti in fase di indagini preliminari, in una fase in cui sia Di Orio che Del Vecchio avevano ancora “il peso” della loro carica.
È comunque appena il caso di ricordare che nella contestata definizione della “proprietà dell’immobile”, il Tribunale civile dell’Aquila stabilì che l’ex Optimes, già all’epoca della sottoscrizione del contratto di locazione tra l’Università e Gallucci, fosse di proprietà esclusiva del Consorzio per lo sviluppo industriale. L’udienza è stata aggiornata al 2 luglio 2015. Tenendo conto però, con ulteriori rinvii, che le accuse potrebbero cadere in prescrizione, facendo finire il tutto “a tarallucci e vino”. Il seguito…alla prossima puntata.

 

Peppe Vespa




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