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LABORATORI DI FISICA, LE ACQUE POTREBBERO ESSERE CONTAMINATE
stampa pagina 30 marzo 2017
Lo scorso settembre venne fuori che le acque captate dal Ruzzo sul Gran Sasso a scopi potabili, risultarono contaminate da solventi provenienti dai Laboratori di Fisica nucleare, non scattò il Piano d’emergenza e la cosa rimase segreta, nonostante l’obbligo di informarne la cittadinanza e la messa in sicurezza del 2002, quando furono spesi 50milioni di euro. Con un accesso agli atti il Forum dei Movimenti per l’Acqua, ha ottenuto l’elenco aggiornato delle sostanze tossiche e radioattive usate nei Laboratori: 1.040 tonnellate di nafta pesante, 1.292 tonnellate di trimetilbenzene pseudocumene, un neurotossico, 45 sorgenti radioattive, dal Cesio137 all'Americio 241, di cui tre abbastanza rilevanti, seppur utilizzate in appositi contenitori. Tutto ciò, denuncia il Forum, è completamente ed inequivocabilmente incompatibile con la presenza di punti di captazione. “Il Gran Sasso preserva uno dei patrimoni idrici più importanti d'Europa che non può essere messo a rischio. I punti di captazione all'interno del Gran Sasso non sono a norma - scrive - non rispettando le previsioni dell'art. 94 del Testo Unico dell'Ambiente, sulla presenza di sostanze chimiche pericolose e radioattive e in particolare gli obblighi relativi alla Zona di Tutela Assoluta, cioè 10 metri dal punto di captazione, e alla Zona di Rispetto, ampia 200 metri, che devono essere liberi da questi materiali”. I punti di captazione che riforniscono acqua a centinaia di migliaia di persone, non sono quindi sicuri e sono irregolari, non sappiamo neanche se in quelle aree abbiano regolamentato la presenza di abitazioni, infrastrutture o allevamenti di bestiame, come previsto sempre dal Testo Unico. I Laboratori sono classificati ufficialmente come “Impianto a rischio di incidente rilevante”, sulla base della direttiva comunitaria Seveso ter, “per quanto riguarda altre sostanze presenti in grandi quantità come l'argon o l'azoto – scrive ancora il Forum - il problema non è certamente la tossicità ma la possibilità, essendo gas con effetti asfissianti usati all'interno di un laboratorio sotterraneo, di provocare incidenti con effetto domino sugli apparati che invece utilizzano le sostanze tossiche. Riteniamo estremamente grave quanto accaduto in questi anni e la mancanza di trasparenza non è possibile continuare a rincorrere i casi di contaminazione, la gestione dell'acqua potabile si fa con la prevenzione ed è un obbligo di legge”. Secondo il Forum, l'uso di migliaia di tonnellate di sostanze pericolose per gli ambienti acquatici nonché di sostanze radioattive all'interno di un “vero e proprio serbatoio d’acqua come il Gran Sasso che rifornisce sorgenti a decine di chilometri di distanza, dal Tirino alle Sorgenti del Pescara passando per il Vera, è troppo rischioso in caso di incidente rilevante, per gli effetti che si potrebbero avere su vastissime aree”. La zona di tutela assoluta e di rispetto non sono proprio state prese in considerazione e messe a norma, mentre dal versante aquilano del Gran Sasso queste cose, soprattutto con la campagna elettorale che infiamma, si fa per dire, interessano poco e niente.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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