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IL RUOLO DELLA MAGISTRATURA AQUILANA A TUTELA DI CIALENTE
stampa pagina 16 maggio 2017
La “rilettura” delle intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate dalla GdF, su mandato del Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Stefano Gallo, e che hanno coinvolto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in diverse ipotesi di reato hanno dimostrato, ove ve ne fosse ancora bisogno, che certa magistratura aquilana ha sempre tutelato “il nostro”.
Anche quando sono state registrate conversazioni rivelatrici di violazione del segreto istruttorio e parlando con Nicola Trifuoggi, ex magistrato ed ex vice sindaco dell’Aquila, Cialente affermava: “Ho avuto conferma (delle registrazioni) l’ha detto il CSM a quello…”. Cialente dice ancora: “Ma ha detto, dice “….stai tranquillo che fra qualche giorno dismettono le registrazioni….”… “…e perché mi stanno a fare le registrazioni?”….niente la storia della metropolitana e per la storia del….di un appalto che io avrei favorito Iannini…ma io con Iannini…chi cazzo lo conosce? Mo’ fottuta vicenda metropolitana…tu l’hai seguita?”.
Ma sulle intercettazioni e quindi della violazione del segreto istruttorio, parleremo in altra occasione.
Sono costretto mio malgrado, a riportare invece un’intercettazione telefonica dalla quale si apprende che il giudizio di Appello dell’ingegner Vittorio Fabrizi, dirigente del Comune dell’Aquila, emesso da un collegio presieduto dal giudice Fabrizia Ida Francabandera, si è concluso con la piena assoluzione del dirigente, cui è seguito il reintegro nelle mansioni precedentemente svolte all’interno dell’ente comunale.
Riporto di seguito le trascrizioni delle conversazioni telefoniche e degli sms intercettati a riguardo nel corso delle indagini espletate:
Messaggio di testo n.5624 intercettato alle ore 13.20 del 25.3.2015 sull’utenza telefonica in uso a Massimo Cialente e proveniente dall’utenza in uso a Vittorio Fabrizi. Testo sms: “L’Appello non è ancora in Corte, non appena prende il protocollo te lo comunico”.
Messaggio di testo n.5676 intercettato alle ore 20.55 del 25.3.2015 sull’utenza in uso a Cialente e diretta all’utenza in uso a Vittorio Fabrizi. Testo sms: “Ok ciao”.
Messaggio n.8335 intercettato alle ore 11.21 del 10.4.2015 sull’utenza telefonica in uso a Cialente e proveniente dall’utenza in uso a Fabrizi. Testo sms: “Fascicolo in Corte d’Appello, 833/2015 R.G. Appelli”.
Telefonata n.8365 intercettata alle ore 14.07 del 10.4.2015 sull’utenza telefonica in uso a Cialente diretta all’utenza in uso a Schirò Stefano, all’epoca presidente della Corte d’Appello dell’Aquila (dal 2012):
Schirò: Pronto
Cialente: Presidente, sono Cialente, Massimo Cialente
Schirò: Buongiorno, buongiorno
Cialente: Spero di non disturbarla
Schirò: Assolutamente non si preoccupi
Cialente: Senta…la potrei vedere un attimo quando sta comodo?
Schirò: Eh….oggi stesso o in altri giorni?
Cialente: Oggi, solo adesso potrei
Schirò: In questo momento non posso, facciamo verso le…verso le tre e mezzo…se no prima non posso…
Cialente: Sì la raggiungo
Schirò: Allora dovremmo aggiornarci
Cialente: La raggiungo alle 15.30…
Schirò: Va bene allora ci vediamo
Cialente: La disturbo…
Schirò: In Corte d’Appello alle tre e mezza
Cialente: Non più di cinque minuti devo…
Schirò: Non si preoccupi
Cialente: Chiedere un favore che non ho mai fatto, ma è un favore alla città
Schirò: Va bene…l’aspetto alle tre e mezzo, alle 15.30….
Cialente: Grazie mille presidente…grazie
Schirò: Arrivederci arrivederci.
Telefonata n.8392 intercettata alle ore 15.52 del 10.4.2015 sull’utenza telefonica in uso a Cialente e diretta all’utenza in uso a Fabrizi Vittorio:
Fabrizi: Dimmi Sindaco
Cialente: Allora missione compiuta sto uscendo adesso…
Fabrizi: Eh…ottimo
Cialente: Dal presidente
Fabrizi: Eh….
Cialente: Che parla subito con la Baccante credo si chiama e io gli ho spiegato la situazione…
Fabrizi: Con chi? Con la Bandera, Franca Bandera…
Cialente: Bandera…Bandera…
Fabrizi: Eh…ok va bene
Cialente: Quindi speriamo di fa ricorso così ci leviamo
Fabrizi: Eh
Cialente: Stu cazzo di dente del giudizio
Fabrizi: D’accordo
Cialente: Ok?
Fabrizi: Grazie grazie
Cialente: Ma di che fratello, dovere ciao.
In altra conversazione telefonica Cialente assicura un suo interlocutore “quello lì c’ha il processo d’Appello il 5 giugno e mi rientra, vabbé mo però c’è la Santoro”.
Considerazioni del col. Sergio Aloia, comandante del nucleo della GdF, inviate poi al pm Stefano Gallo: “Le espressioni “no…quello lì c’ha il processo d’Appello il 5 giugno e mi rientra…vabbé mo però c’è la Santoro”, utilizzate dal sindaco Massimo Cialente con riferimento, evidentemente, al giudizio d’Appello che doveva sostenere dopo la condanna subita in primo grado l’ingegner Vittorio Fabrizi come deducibile, in effetti, dal fatto che lo stesso ingegner Fabrizi era stato sostituito nelle proprie funzioni di dirigente del Settore Ricostruzione privata proprio dall’arch. Chiara Santoro, quest’ultima espressamente citata nella conversazione ambientale in riferimento (cfr. espressione “vabbé mo però c’è la Santoro”), induce a ritenere, con l’obiettiva logicità che il sindaco Massimo Cialente, riteneva scontato l’esito favorevole del giudizio d’Appello che si sarebbe tenuto nei confronti, come detto, dell’ingegner Vittorio Fabrizi, posto che il rientro di quest’ultimo nelle funzioni precedentemente svolte, all’interno dell’ente comunale, poteva conseguire solo ad una sentenza di assoluzione e non anche ad un’eventuale sentenza di condanna. La convinzione evocata dal sindaco Cialente nella frase sopra evidenziata, posta in correlazione alle documentate intercettazioni telefoniche e agli sms sopra evidenziati ed, in particolare, alla conversazione telefonica intrattenuta con il presidente della Corte d’Appello Stefano Schirò (cfr. telefonatan.8365 intercettata alle ore 10.07 del 10.4.2015, sopra riportata), costituisce indubbiamente un aspetto suscettibile di adeguata valutazione da parte dell’Autorità giudiziaria competente, ex art. 11 c.p.”.
E’ appena il caso di dire che Stefano Schirò è stato promosso presidente di Sezione della Corte di Cassazione a Roma e che la Francabandera è stata nominata presidente della Corte d’Appello dell’Aquila. Non servono ulteriori commenti.
E torniamo al proscioglimento di Cialente da parte del giudice Roberto Ferrari, solo per dire che la moglie dello stesso, Giuseppina Zanchiello, è stata nominata e rinominata presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’Ama spa, la società partecipata interamente dal Comune dell’Aquila, con un compenso annuo di circa 30mila euro, ed un evidente conflitto d’interessi da parte del giudice che ha prosciolto il sindaco. Il seguito alla prossima puntata, non ho altro da aggiungere.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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