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SANITOPOLI, ASSOLTO DEL TURCO DALL'ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE. TRIFUOGGI, LA CONDANNA RESTA
stampa pagina 28 settembre 2017
L'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, è stato assolto dal reato di associazione per delinquere dalla Corte d'Appello di Perugia al termine del processo sulla cosiddetta Sanitopoli.
Il collegio ha rideterminato per lui la condanna in 3 anni e 11 mesi mentre nel processo di secondo grado celebrato all'Aquila, gli erano stati comminati quattro anni e due mesi, poi la Cassazione ha annullato quella parte di sentenza inviando gli atti a Perugia.
Dall'accusa di associazione per delinquere sono stati assolti, sempre "perché il fatto non sussiste", anche l'ex segretario generale della presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta, e l'ex capogruppo della Margherita in Consiglio regionale, Camillo Cesarone. Per l'ex presidente della Regione Abruzzo i giudici hanno inoltre trasformato l'interdizione dai pubblici uffici da perpetua a cinque anni.
"Il caso Del Turco ha suscitato grande clamore mediatico andando poi scemando. In primo grado una condanna per 18 dei 21 capi di imputazione e 10 anni di galera. In secondo grado cade un'altra metà delle accuse. La Cassazione le riduce a tre e manda a Perugia per verificare l'associazione a delinquere. Oggi la quarta sentenza che assolve per l'associazione. Tutto l'impianto accusatorio è miseramente caduto ma a Ottaviano Del Turco resta la macchia ed una condanna fondata sulle accuse di una persona che in tre gradi di giudizio è stato accertato abbia mentito. È questa la giustizia?". Così in una nota, la coordinatrice nazionale Socialdem Claudia Bastianelli.
"E' caduto l'ennesimo pezzo della 'famosa' montagna schiacciante di prove", ha commentato l'avvocato Giandomenico Caiazza al termine dell'udienza in cui l'ex governatore è stato assistito anche dall'avvocato Pietro Gigliotti.
"E' stata esclusa perché insussistente anche l'associazione per delinquere - ha detto il legale - e dunque non c' è stata alcuna associazione per delinquere che si era impossessata della Regione Abruzzo pur essendo stata quella giunta defenestrata da questa iniziativa giudiziaria".
Si è poi detto "soddisfatto per questa importantissima conclusione", "perché l'associazione per delinquere - ha aggiunto - era un architrave della vicenda" e si prepara a chiedere la revisione del processo nel quale l'ex presidente della Regione Abruzzo è stato condannato per induzione indebita, ossia per la vecchia concussione per induzione modificata dalla Legge Severino, al termine dell'inchiesta sulla cosiddetta Sanitopoli.
"Siamo ancora molto amareggiati - ha sottolineato il legale - per la decisione già presa dalla Cassazione di confermare, dopo che siamo stati assolti da 24 dazioni, la condanna per le residue quattro. Certamente non ci fermiamo qui, forti anche del risultato di Perugia, stiamo lavorando anche per la revisione della condanna definitiva. E sono sicuro - ha concluso Caiazza - che avremo soddisfazione come l'abbiamo avuta oggi".
"Non ho altro da aggiungere rispetto a quello che già dissi dopo la sentenza della Cassazione, e cioè che il passaggio di denaro c'e' stato, e questo conferma la correttezza del processo", ha invece confermato l'ex procuratore capo della Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi, che insieme ai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, diede vita al processo sulla Sanitopoli abruzzese.
"Come avevo già affermato la Corte d'Appello di Perugia ha solo ricalcolato la pena dopo che era stato cancellato il reato di associazione per delinquere, ma si tratta di un argomento tecnico che ha solo rimodulato la condanna, condanna a 3 anni e 11 mesi che ora è definitiva e quindi andatevi a rileggere quello che dichiarai lo scorso dicembre che confermo in toto", ha chiuso Trifuoggi.
L'ex vice sidnaco dell'Aquila aveva così commentato la sentenza della Cassazione ''sento che c'e' gente che si accontenta del fatto che e' caduto il reato di associazione per delinquere: ma quello non era il reato piu' grave, visto che e' un reato che prevede cinque anni, mentre per le tangenti la pena massima e' otto anni. Quindi la concussione e' evidente e definitivamente accertata. Presunte tangenti? No, chiariamolo una volta per tutte: sono tangenti. E per quanto riguarda le prescrizioni siamo di fronte ad un'ulteriore sconfitta della giustizia''.
Il pungiglione
Taccuino
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