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DISCARICA BUSSI, FORUM ACQUA: "IL PROGETTO DI BONIFICA E' UNA PRESA IN GIRO"
stampa pagina 17 ottobre 2017
Il progetto presentato da Edison sulla discarica Tremonti non è un progetto di bonifica e prevede interventi minimali sugli inquinanti, senza la rimozione della stragrande parte del materiale contaminato, la fonte di inquinamento.
Per il Forum H2O è un progetto - se tale può essere definito vista la consistenza degli elaborati - totalmente inaccettabile e dopo dieci anni è visto come una provocazione, si legge in una nota stampa.
Aspettavamo documenti corposi, cronoprogrammi, costi, previsioni di rimozione totale delle masse di rifiuti interrati e terreni contaminati per decine di migliaia di mc. Tempi certi.
Le poche decine di pagine di elaborati depositati ci paiono di fatto costituire uno studio di fattibilità limitato in gran parte ad interventi a valle che non risolvono a monte il problema. Non è una bonifica ma al massimo una parte, peraltro basata su iniziative neanche di sicuro successo, della messa in sicurezza di emergenza. Dopo 10 anni!
Non si procede, quindi, a togliere il materiale che produce inquinamento. In tutto è prevista la rimozione di 600 mc di materiali a fronte di oltre 150.000 mc di terreni e rifiuti contaminati stimati dalle caratterizzazioni della Procura e del Commissario.
Sostanzialmente la proposta di Edison prevede il completamento della palancolatura, che fu presentato come intervento di messa in sicurezza di emergenza da Goio.
Poi un telo di plastica fissato a mo' di barriera nella parte nord per cercare di confinare la falda.
Infine alcuni interventi come l'ossidazione chimica in alcuni punti i più critici (determinati a nostro avviso in maniera incompleta) con trattamento sempre a valle delle acque.
Facciamo notare che queste modalità di intervento sono in alcuni casi presentate come "campo di prova" perchè non sono soluzioni certe. Inoltre agiscono, forse, solo su alcune tipologie di inquinanti presenti nell'area e non su tutte le sostanze trovate in questo decennio.
Gli elaborati, tra l'altro, sono pieni di rimandi ad ulteriori indagini integrative, di elementi di incertezza, di condizionali. Si parla addirittura di tecniche da usare nel caso in alternativa (quindi non è stata neanche fatta una scelta). Un documento, insomma, esplorativo nonostante la montagna di dati esistenti.
Avevamo già contestato il rinvio ad ulteriori indagini integrative concesso il 30 novembre scorso dal Ministero dell'Ambiente. Avevamo ragione a considerarlo un errore clamoroso. A nostro avviso qui si fa melina mentre la Valpescara soffre.
MARCOZZI (M5S): “UN INTERVENTO D'EMERGENZA MASCHERATO DA BONIFICA"
“Arriva tardi e male il progetto presentato da Edison sulla discarica Tremonti e non è altro che una messa in sicurezza di emergenza, perché per chiamarlo progetto di bonifica è richiesto un “ottimismo” che gli abruzzesi a distanza di 10 anni non hanno più. Abbiamo dovuto aspettare un decennio per avere questo documento e il risultato è squalificante, per chi lo ha proposto e per chi lo ha ricevuto”. Il duro commento arriva dal consigliere M5S Sara Marcozzi, da sempre in prima linea nella battaglia ambientale su Bussi e firmataria di ben 3 esposti per fare chiarezza e rendere giustizia al territorio martoriato negli anni dal polo chimico.
“Quello che propongono non è un progetto di bonifica” continua “non è prevista infatti la rimozione del materiale contaminato che è fonte di inquinamento. È inaccettabile che, a distanza di 10 anni dalla scoperta del sito, non si sia ancora proceduto alla bonifica ma si intravedano solo quegli interventi di messa in sicurezza di emergenza che andavano fatti 10 anni fa”. La scorsa estate il M5S tramite esposto aveva denunciato la mancanza di interventi per la messa in sicurezza che sarebbero dovuti arrivare in attesa del vero progetto di bonifica. “Siamo fermi a 10 anni fa. E’ il momento di smetterla di prendere in giro una regione intera. Il Presidente D’Alfonso non può accettare una simile proposta e dovrebbe mettere in campo tutte le azioni necessarie per uscire da questo immobilismo dannoso per il territorio e per chi lo abita. Contrariamente a chi ci ha amministrato e governato fino ad ora” continua Marcozzi “ il M5S non è mai rimasto a guardare. In tutti i livelli istituzionali abbiamo depositato interpellanze, sollecitato gli organi competenti e, da ultimo, presentato tre diversi esposti al Comando dei Carabinieri Forestali di Pescara e alla Procura Generale della Corte dei Conti. ll primo avente a oggetto l’inquinamento persistente, il secondo l’appalto di bonifica del commissario Goio e il terzo l’area sita in località Piano D’Orta. Dalla rivoluzione industriale a oggi, ci sembra di tutta evidenza che, nella stragrande maggioranza dei casi e in particolar modo per le aziende del petrolchimico, il modus operandi sembri essere il seguente: insediamento sul territorio, sfruttamento della produzione per 30-60 anni, abbandono delle aree con conseguente boom della disoccupazione ed eredità di terreni inquinati e costi insostenibili per la bonifica delle aree sfruttate. Quale ricchezza hanno lasciato in Abruzzo? Quale ricchezza hanno prodotto in termini di occupazione e reddito questi investimenti? E’ una domanda a cui la politica deve rispondere e agire di conseguenza, cambiando obiettivi e orizzonti per non ripetere gli errori del passato!
Il pungiglione
Taccuino
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