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ALL’AQUILA CASE SVALUTATE E CON UN COSTO MEDIO DI 721 EURO MQ.
stampa pagina 18 ottobre 2017
Se prima del sisma una casa di cento metri quadri all’Aquila, in zone quotate come Pettino costava tra i 240mila ed i 300mila euro, oggi siamo mediamente sui 72mila euro, secondo quanto riportano le statistiche annuali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Il centro storico come il Duomo ed il Corso e le zone dentro le mura non sono ancora quotate a causa del post sisma e della ricostruzione in corso, sappiamo però che nelle stesse zone le transazioni sono precipitate del 60%, rispetto all’anno precedente.
Torneremo sui particolari zona per zona e frazione per frazione, ma il dato del capoluogo è il peggiore della Regione Abruzzo, sia come valore a mq. di una casa che come compravendite. Nelle quotazioni L’Aquila segna la “flessione più considerevole” (- 6.74%), a Pescara ad esempio è minima (-1.37%), e se in ambito regionale gli acquisti e le vendite sono in ripresa di oltre il quindici per cento, con Pescara e Teramo che trainano ben oltre il venti per cento, L’Aquila soffre, restando ad uno striminzito 3.41%.
Insediare un Osservatorio permanente che periodicamente controllasse il mercato immobiliare, quanti B&B nascono, e ne stanno nascendo diversi da abitazioni affidate a pacchetto in centro storico e cosa cambia nei 19 quartieri del Progetto Case, non è mai stata sentita come un’urgenza per governare la ricostruzione post sisma. E nonostante lo studio Ocse che predisse che avremmo avuto abitazioni per 50mila abitanti in più al contrario non sappiamo nemmeno in quanti siamo rimasti. E francamente l’anagrafe comunale lascia il tempo che trova, considerato che la residenza, spesso, neanche viene ufficialmente cambiata.
All’Aquila intesa come capoluogo la quotazione media è di 721 euro a mq. a Pescara siamo ben oltre il doppio con 1.613 euro a mq., le quotazioni scendono in tutto l’Abruzzo ma L’Aquila segna il negativo più “consistente” mentre le transazioni soffrono, anche rispetto all’anno passato, un “crollo vertiginoso”. Peccato davvero, non aver avuto la lungimiranza di voler controllare il fenomeno abitativo e la sua evoluzione nel post sisma.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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