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12 ORE DI ATTESA AL PRONTO SOCCORSO, LA DENUNCIA DEL COSPA DI DINO ROSSI
stampa pagina 20 ottobre 2017
Succede all’Aquila nel pronto soccorso del San Salvatore, per fortuna si chiama PRONTO SOCCORSO e se si fosse chiamato lento soccorso!?
Scrivo come sempre sulle cose che non vanno, dalle problematiche riguardanti l’agricoltura e l’ambiente che ci circonda, sulle nuove direttive CE, ma questa volta mi ha toccato da vicino una vicenda che mi ha fatto salire il sangue al cervello.
Mia madre, donna di quasi 80 anni parcheggiata in pronto soccorso dell’ospedale per circa 12 ore in attesa di essere diagnosticata una contusione dovuto ad una caduta, solamente perché si è a corto di personale medico. Questo mi è stato riferito quando ho telefonato al reparto, in quanto per motivi di lavoro mi trovavo a tutt’altra parte ed è stata una fortuna per chi gestisce l’ospedale San Salvatore, altrimenti sarebbe volato dalla finestra. È indecoroso ed incivile trattare peggio di un animale un cittadino italiano e soprattutto una persona anziana che ha sempre lavorato senza mai chiedere nulla. Sicuramente se mia madre si fosse trovata su un barcone avrebbe ricevuto le cure in un battibaleno, come accade sotto gli occhi di tutti per profughi che attraccano giornalmente sulle nostre coste. Ho chiamato anche il manager dalla ASL Tordera che invece di rispondere al telefono, ha semplicemente riattaccato senza sapere che fosse all’altro capo della linea telefonica. Ecco, quello che voglio dire che noi paghiamo profumatamente questi personaggi per gestire al meglio la sanità, però non si degnano nemmeno di rispondere al telefono senza preoccuparsi di sapere o magari incuriosito. Il nostromanager o ha la palla di vetro un po' rotta visto che non accenna a risolvere iproblemi riguardanti la sanità aquilana. A questo punto mi assale una domanda: se invece di mia madre fosse capitato alla madre di Tordera, avrebbe pure Lei atteso 12 ore?
Allora non ci rimane sperare che il nuovo pendolare che va in giro per l’Italia si renda conto di come ha ridotto la nostra Nazione, anziché girare per l’Italia raccontando frottole agli italiani. Ci vuole una rivoluzione come in Catalogna!
Il Cospa Abruzzo
Dino Rossi
Il pungiglione
Taccuino
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