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CENTRO TURISTICO TRA ASSUNZIONI E CONSULENZE, ERRORI E GRAVITA’ VARIE: TUTTO A TARALLUCCI E VINO?
stampa pagina 25 ottobre 2017
Errori, superficialità e gravi omissioni oltre che ritardi, nel redigere il bilancio da parte dell’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso e nel portare avanti una società pubblica, sono i rilievi del Collegio sindacale che fanno accapponare la pelle.
Ed è un elenco senza fine.
Un contratto per la fornitura di energia elettrica stipulato per un anno, più d’un anno fa, con la società Aterno Gas & Power srl. Ad oggi ancora non c’è la gara, non risultano proroghe, e non sono state comunque invitate cinque ditte per scegliere l’affidataria, così come prevede il Codice degli Appalti, è il primo rilievo del Collegio.
A fine luglio non risultava ancora stipulato il contratto con il direttore dei lavori né erano disponibili tutte le autorizzazioni per la nuova seggiovia Le Fontari, nonostante il contratto con la Leitner spa fosse stato firmato un anno prima. Il Collegio ha sollevato seri dubbi che i lavori potessero essere utili per la stagione invernale ormai alle porte. La Leitner aveva richiesto il 10% d’anticipo, pari a 651mila euro ad aprile, il che significa anche la messa in mora da parte della ditta per l’inizio lavori. C’è poi la diffida a reintegrare di quasi mezzo milione di euro i Fondi Cipe vincolati agli investimenti sul Gran Sasso ed invece utilizzati per pagare gli stipendi. Peraltro anche l’Ufficio speciale vuole il conto di come siano stati spesi gli oltre 9milioni di euro trasferiti.
Non esiste il computo esatto dei km effettuati dalla Funivia, che non ha funzionato per tanto tempo, per cui il Comune proprietario, attende ora la restituzione di circa 60mila euro.
Ed ancora assunzioni e consulenze. Sono stati assunti 18 dipendenti per le strutture ricettive con una perdita di circa 150mila euro, al 31 marzo scorso, “senza un idoneo piano di fabbisogno” solo così il Comune avrebbe potuto autorizzare le assunzioni ed ancora 16 consulenze esterne con affidamento diretto per 160mila euro “senza preventiva procedura selettiva”, in contrasto con gli indirizzi votati dal Consiglio comunale e non esisterebbero motivazioni a tali affidamenti.
Quindi cause legali intentate dai dipendenti per avergli fatto svolgere mansioni differenti, con “un notevole aggravio delle spese legali a carico dell’azienda e pignoramenti sui conti della società partecipata”.
Ed ancora la mancata trascrizione delle determine nel libro delle delibere dell’amministratore unico. Cioè gli atti con cui ha assunto le decisioni. Stessa cosa per le assemblee ordinarie e straordinarie il che preoccuperebbe il Collegio sindacale per eventuali danni erariali da attribuire. Ed infine rileva “un aspetto organizzativo gestionale che attesta purtroppo la presenza di una certa improvvisazione”. Come il sistema di accesso negli impianti di risalita a Campo Imperatore, incompatibile con quelli di Ovindoli e Campo Felice, che ha comportato un accordo con quelle stazioni per un esborso di 100mila euro.
Il Collegio ed i revisori certificano “errori gravi, ripetuti e sistematici che rendono inattendibile il bilancio” e non rispettoso dei principi nazionali ed internazionali. E poi ancora la scorretta impostazione amministrativo-contabile; la carenza di professionalità all’interno e la suddivisione di ruoli e mansioni, mancano poi figure apicali di riferimento. Un mansionario comunque correlato alle esigenze dell’azienda non c’è.
Il piano di risanamento del dicembre scorso ha avuto in realtà parere favorevole, necessario per legge visti i quattro esercizi precedenti chiusi in profondo rosso, ciò ha comportato la rinegoziazione con il debito con Intesa San Paolo, ottenendo dalla proprietà, il Comune, circa un milione mezzo di euro. Ma quel piano fatto proprio dal Consiglio, non è mai stato inviato alla Corte dei Conti nonostante fosse un obbligo di legge.
Debiti da tutti i lati ed entrate praticamente vicine allo zero. Il bilancio d’esercizio “non è conforme”, continua il Collegio, “non è veritiero e non è corretto”, il valore del patrimonio netto “è errato”. Anche in una seconda versione richiesta sempre dal Collegio è risultato “errato”, ciò avrebbe influito anche sul passivo. Mentre i debiti sono perfino aumentati di oltre 2milioni di euro tra numeri poco veritieri e conti che ballano.
Tuttavia alla fine delle 22 pagine di relazione il Collegio esprime parere favorevole e propone all’assemblea di votare il bilancio, purché, con quattro parole, l’azienda si dia una regolata anche sul rilancio. Ma una litania così tremenda non può certo finire a tarallucci e vino.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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