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CENTRO TURISTICO, SARA’ IMPUGNATA LA NOMINA DI DE NARDIS A COMMISSARIO?
stampa pagina 26 ottobre 2017
Si è tenuta stamattina una commissione di garanzia e controllo, convocata dal presidente Americo Di Benedetto, per inquadrare la modalità con cui è stato nominato l’avvocato Domenico de Nardis, quale commissario del Centro turistico del Gran Sasso.
Il legale è dipendente dell’amministrazione controllante, cioè il Comune che è anche proprietario, quindi per legge non potrebbe ricoprire quel ruolo a meno di non prendere un’aspettativa. Lo ha scritto nero su bianco il Collegio sindacale che al contrario, dovrebbe prendere in mano le redini, finché non si tornerà ad una gestione ordinaria. Ma il sindaco non vuole perché “sono nomine fiduciarie di Cialente, nonostante la terzietà, - ha spiegato - avrebbero quindi ricondotto alla figura fiduciaria di un’altra amministrazione, voglio invece contezza di ciò che accade dentro il Centro turistico” una società, è emerso nel corso della seduta, che al 30 settembre già registrava mezzo milione di euro di debito, come il famoso tassametro che continua a girare.
L’amministratore unico dimissionario, Fulvio Giuliani, dal canto suo ha ribadito “l’assenza cronica di liquidità, costi esagerati, una situazione seria ed un debito con l’Enel arrivato a 300mila euro, eravamo rimasti senza corrente” ha spiegato così, l’urgenza del contratto stipulato con un’azienda privata un anno fa, mentre dal canto suo Luca Verini, ha confermato di non aver trovato alcun invito, delle cinque ditte, così come prevede il Codice degli Appalti.
Ed ancora, ha spiegato Giuliani ai commissari “abbiamo una mancanza totale di bancabilità” per questo avrebbe pagato gli stipendi ed altre spese con parte dei Fondi Cipe, invece che investirli sul Gran Sasso. Per Verini sono stati reintegrati solo in parte, “mancano ancora 220mila euro” ha detto, e sono stati reintegrati grazie ai trasferimenti ordinari del Comune proprietario e della Regione Abruzzo, ridiventando Fondi Cipe che comunque de Nardis ha usato per continuare almeno a fronteggiare gli stipendi. Lo può fare?
Secondo l’avvocato sarebbe “materia civilistica”, si è già registrato alla Camera di Commercio come amministratore provvisorio, non andrà in aspettativa e in ogni caso solo il Comune proprietario potrebbe sollevare il problema di non poter rappresentare la società verso terzi o gli potrebbe contestare l’incompatibilità delle due cariche, ma a quel punto avrebbe il tempo di scegliere una delle due funzioni, perché la pena sarebbe solo la decadenza da uno dei due incarichi. “Il Comune è già solidalmente responsabile con le decisioni assunte dalla società perché azionario unico quindi il problema non si pone”, ha spiegato infine.
Diciamo che la questione dipende un po’ da come la vedi, il Collegio sindacale al quale spetterebbero per norma le redini, potrebbe impugnare l’atto di nomina del commissario: ma lo farà? Staremo a vedere, certo è che tutte le illegittimità, gli errori e le gravità certificate, oltre ai debiti ballerini, le assunzioni e le consulenze di Giuliani affidate contro l’indirizzo consiliare sovrano, dovranno essere oggetto di serio approfondimento per tutelare i cittadini e i loro soldi.
Alla domanda di De Matteis se il socio sapesse? Cioè se Cialente, che aveva la delega alle partecipate, fosse a conoscenza di tante scelte o abbia mai avuto indicazioni per fare ciò che ha fatto, è stato sicurissimo: “No, mai” ha risposto. Ma è difficilissimo crederci.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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