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PARLIAMO DELLA GUERRA SULLE POLTRONE PER LE SPA…POI, FORSE, PARLERANNO DELLE SPA
stampa pagina 30 ottobre 2017
S’è tenuta stamattina una nuova seduta di Consiglio comunale, ma i cittadini devono sapere, al di là delle apparenze, che si combatte dietro le quinte la battaglia delle battaglie: quella delle poltrone e delle nomine alle spa comunali e all’ex Onpi.
Pierluigi Biondi non ha mai nascosto il suo principio base per cui salteranno teste ed incarichi, quelli dirigenziali in particolar modo, ed arriveranno i suoi.
I suoi vuol dire chi lo ha sostenuto in campagna elettorale e al momento la guerra sarebbe tra salviniani e Forza Italia, quelli che contano di più, quelli che in queste ore se la giocano e fanno a chi tocca l’Ama, a chi tocca Asm e Afm, a chi tocca il Sed o il Centro turistico in cui per ora c’è il dirigente de Nardis, tanto che provocatoriamente Mancini e Masciocco hanno proposto stamattina di mettere nelle altre partecipate altrettanti dirigenti, intanto che si mettono d’accordo. Per non parlare dell’ex Onpi. Non trovano ancora la quadra sui titoli, laurea o non laurea che gli frega?, gli frega che i titoli devono combaciare esattamente con il nome di quel politico che fa la fila per quella poltrona, quindi gli tocca.
E’ così, è questo il meccanismo e poco conta la trasparenza nell’assegnazione degli incarichi proposta dalla Cimoroni; meno importa l’interrogazione di Mancini e Masciocco sulla vulnerabilità nelle scuole e sullo stato d’avanzamento degli adeguamenti sismici oppure se il dovuto a Banca Sistema spa per la cessione del credito sul Progetto case sia un debito fuori bilancio da portare in Aula, come chiesto sempre da Masciocco, che dovrà aspettare il brainstorming dell’assessore Liris, con altri colleghi assessori, lo ha detto lui stesso, per avere risposte ed il consigliere ha chiesto aggiornamenti settimanali non senza ironia.
Perché sulle cose serie sembrano muri di gomma, pare interessi solo mettere il fazzoletto nel taschino della giacca a riporto del calzino, solo per dire ad uno specifico elettorato, e non alla città tutta, siamo qui, sgombriamo l’Asilo occupato da quelle brutte zecche malefiche, cantiamo l’inno di Mameli ad ogni inizio seduta, poi che ci frega se non abbiamo l’unità neanche tra le frazioni e tra le frazioni ed il centro storico; quindi le case agli aquilani, senza sapere come, al costo solo di alimentare rancori sociali e differenze sempre più marcate, da una poco equilibrata attribuzione e spartizione delle ricchezze post sisma e che Dio, a quel punto, ce la mandi davvero buona, ed un Regolamento per combattere la ludopatia, che va benissimo, andrebbe ancora meglio se ci preoccupassimo intanto di cominciare a favorire un’umana aggregazione sociale, in spazi recuperati, luoghi e lavoro da offrire a quanti, disoccupati o inoccupati, non avendo di meglio da fare, si alienano ogni giorno di più nell’illusione di diventare e ricchi.
Nulla di nuovo sotto il sole insomma, le più ancestrali logiche di spartizione delle poltrone, le spa sono sempre al capolinea speriamo che qualcuno in maggioranza se ne renda conto e vada ad approfondire. Sarebbe davvero il minimo sindacale per i neo eletti che ambiscono ad amministrare, a destra come nel centro sinistra, sia ben chiaro.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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