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PASSA IL RECUPERO DI SEMINTERRATI PURCHE’ ABITABILI E SOLO PER PICCOLE PORZIONI
stampa pagina 31 ottobre 2017
Sarà possibile recuperare seminterrati anche all’Aquila, ma solo per piccoli spazi e con una certa altezza. Lo ha deciso stamattina la seconda commissione, dopodiché la proposta andrà in Consiglio. L’amministrazione Biondi ha deciso di recepire la Legge regionale 40 dello scorso agosto, limitandola al massimo a 40 metri quadri netti da recuperare, non in zone a rischio dissesto idrogeologico o pericolose, con un’altezza non inferiore a 2metri e 40 ed in zone urbanizzate, cioè fornite già dei servizi primari di fognature, acqua, luce e gas.
Non sarà consentito un recupero di opere su cui gravino accertamenti per abusi, dovranno essere rispettate le norme antisismiche, igienico sanitarie e di risparmio energetico oltre alla conformità di titoli edilizi ultimati. Nel senso che il recupero dovrà riguardare case o strutture già ultimate e dovrà rispettare la destinazione d’uso dell’intero immobile.
Questi sono i paletti posti dall’assessore Luigi D’Eramo, che di fatto recepisce la legge, già osservata dal Governo perché sforerebbe in competenze esclusivamente centrali consentendo interventi anche in deroga a strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigneti, limitandola tuttavia, a piccole metrature. Dovranno essere poi reperiti gli standard urbanistici necessari oppure dovrà essere seguita la strada della monetizzazione da versare al Comune, in un capitolo destinato esclusivamente a miglioramenti infrastrutturali in quegli stessi territori.
Al Comune andrà il contributo per la costruzione che potrà essere stabilito anche in misura minima da versare. Il recupero sarà consentito a fini residenziali, commerciali o artigianali previa acquisizione del titolo edilizio anche sotto forma di Scia, in alternativa al permesso a costruire. Sono esclusi terreni gravati da uso civico o manufatti a totale destinazione accessoria oppure autorizzati come autorimesse, mentre per gli immobili vincolati, si sottopone l’autorizzazione al parere della Sovrintendenza. Per raggiungere le altezze, misurate da soffitto a pavimento, potranno essere eliminate anche controsoffittature e quant’altro, di fatto l’amministrazione parte dall’assunto che avendo il Piano regolatore ancora 2milioni e mezzo di metri quadri da costruire per lo più nelle frazioni, gli incentivi volumetrici, che la legge regionale non limita nelle premialità, non “devono essere a pioggia ma votati al recupero dell’esistente”, si legge nella proposta. In particolar modo nelle frazioni a rischio spopolamento o in zone agricole in cui le casette temporanee hanno già inciso sui carichi urbanistici.
Per tutte queste ragioni e per il fatto che nelle zone ad espansione, appunto le frazioni nel nostro Prg, potrebbe non essere neanche necessario il permesso a costruire si limitano i recuperi a piccole porzioni di case dei cittadini, evitando le grandi speculazioni. Speriamo che le parole dell’assessore D’Eramo sulla priorità al recupero e alla riqualificazione contro lo spopolamento e l’ulteriore consumo di suolo, trovino la concretezza e la fattibilità di cui questo martoriato territorio ha davvero urgenza.
Ale.c.
Il pungiglione
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