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HOTEL SOLE, IL LIVELLO DI SICUREZZA SISMICA NEL 2009 ERA DEL 16%


stampa pagina 13 novembre 2017

L'Hotel Sole, ante sisma L'Hotel Sole, ante sisma

La delibera che andrà al voto del Consiglio, sul permesso a costruire in deroga chiesto dall’Hotel Sole, riporta che “gli interventi proposti di riparazione e miglioramento sismico determinano un aumento del livello di sicurezza dal 16% al 67%”.
Cioè prima del sisma quella struttura era sicura al 16%, ed oggi è migliorata fino al 67%, il che con tutti i soldi spesi per il post sisma 2009, non è proprio così soddisfacente come dovrebbe. Il cordolo ed il cornicione in cemento armato saranno più leggeri, così come alcuni “setti murari mancanti, al fine di migliorare il comportamento scatolare dell’edificio”. Di fatto l’ampia terrazza che ancora oggi affaccia a guardare la cupola di san Bernardino sarà chiusa, in centro storico tali coperture sono vietate, ma l’intervento migliorerebbe la qualità della struttura e così la proposta è passata positivamente al vaglio tecnico e politico del Comune, con la garanzia che i volumi resteranno gli stessi.
Non sapevamo che la struttura fosse di proprietà della Ubi Leasing spa, il permesso a costruire è stato chiesto da Lupinacci Giovanni, il legale rappresentante, quello stesso che Bankitalia multò qualche anno fa per carenze organizzative nella società e che pure rimase al suo posto nel cda, così come denunciò in un’inchiesta Il Fatto quotidiano. Dovremmo preoccuparci? Speriamo intanto che la struttura non sia snaturata. Come già accaduto al Grande Albergo, biglietto da visita della città e dalla storia importante non è più quel Grande Albergo che volevamo, ma una struttura/residence che affitta appartamentini, non ha più una hall e non funziona più con quel grande stile dei decenni passati contribuendo a fare dell’Aquila una città di cultura. L’Hotel Sole, dopo il sisma, e nonostante la sua storia, potrebbe subire la stessa sorte.
Nel corso della seconda guerra mondiale fu occupato dai nazisti, il secondo piano diventò Tribunale militare di guerra dove fu torturato ed interrogato Rauco, uno dei sei partigiani aquilani che nel ’43 tentarono di sottrarre dei documenti militari con un’azione a piazzetta del Sole. Riuscirono a fuggire tranne Rauco, che fu condannato a morte, e poi salvato dalla difesa dell’avvocato Marinucci che riuscì a tramutare la condanna in 30 anni di carcere. La storia di quei ragazzi la scrisse Marcello Liberatore, uno di loro, scomparso giusto qualche anno fa, tra gli altri anche Jukich Bogomir Goffredo, costretto a tradurre gli interrogatori dei prigionieri slavi.
Un pezzo importante della storia aquilana che quell’albergo, nonostante la distruzione del sisma del 2009, continua a conservare dentro le proprie mura. Vi sostò anche il primo presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, per un pranzo. Negli anni sessanta, fu realizzato un secondo piano per 60 camere in tutto, erano gli anni del Teatro Stabile dei più grandi attori di prosa che proprio all’Aquila iniziarono la loro carriera, ed ancora personaggi politici e della musica classica di grande prestigio, che sostavano in uno dei più importanti alberghi della città.
Quindi l’abbandono e la completa ristrutturazione nel 2005, che pure sancì una sicurezza simica del 16%, tanto poco, probabilmente, imponeva la norma, oggi un nuovo intervento ma chi sa che vita nuova avrà. E in che modo riuscirà a contribuire alla ripresa qualitativa della vita in centro storico.

 


Alessandra Cococcetta




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