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RISERVA DEL VERA: LA SFIDA DEI SENTIERI, DEGLI ORTI ED IL RESTAURO DELL’ANTICA CARTIERA
stampa pagina 15 novembre 2017
Muove i primi passi il recupero della Riserva naturale delle sorgenti del fiume Vera. Istituita dalla Regione Abruzzo nel 1983, è solo del giugno scorso il Piano di assetto naturalistico ed i primi interventi su pannelli informativi e sentieristica, è in rete il sito da questo pomeriggio, una app e materiale informativo sull’ecosistema di quelle acque.
Sono stati spesi i primi fondi europei, è praticamente perfezionato l’iter degli espropri, come riferito dall’assessore Imprudente al workshop di questa mattina, ma è ancora tutto recuperare e organizzare. E dovrà diventare rete, è stato il messaggio del sindaco Biondi, intervenuto per i saluti istituzionali.
C’era il comitato di gestione con la dirigente Giuliani, la funzionaria Del Tosto ed il tecnico Cialone, mancava il consigliere Masciocco, che pure s’è adoperato non poco, perché si generasse interesse ed attrattività intorno alla Riserva. C’era poca gente, peccato. Le acque del Vera sono speciali, come ha spiegato Giovanni Damiani, una temperatura costante, sempre intorno agli 8 gradi, sette generi d’insetti particolari, i cui cugini sono giusto in Siberia e la cui sopravvivenza mostra la purezza delle acque, una vegetazione che garantisce la giusta ombra, nutrimento ed ossigenazione. Curiosità che potrebbero intanto attrarre le scolaresche perché è con la conoscenza che si coltiva l’amore per i territori e la loro salvaguardia. Ed è proprio in questi ambienti, che potrebbero generarsi per Damiani, dei prototipi di sostenibilità.
Dei piccoli antichi opifici, le valchiere, ha poi narrato Giovanna Di Matteo, dove con l’acqua si lavoravano i panni, il rame e la carta, la più antica data 1482 ed era per il rame, quindi la lavorazione della carta con il mastro cartaio di Foligno, Eusanio Stella, che produsse fin dal ‘500, carta filigrana con un cerchio ed una stella al centro, ci sarebbero molte citazioni nei catasti, con un’attività in crescita nei secoli a seguire per poi perdersi agli inizi del ‘900, quando la rivoluzione industriale distrusse le valchiere. Una memoria da cui recuperare, secondo la studiosa, il nostro futuro sostenibile. Avrebbero preso contatti con ecomusei piemontesi per incontrare mastri cartai e ramai ed insegnare in giornate formative le antiche lavorazioni. Perché no? C’è però da mediare il recupero e la conservazione con la fruibilità dei luoghi e su questo è intervenuto Cialone. La zona conta tre presidi slow food per il fagiolo di Paganica, la patata turchese ed il grano solina. Moneta sonante per il tecnico, il cui valore è oggi è a 70 euro a qt. contro i 12 euro del grano duro più diffuso e meno digeribile. Bisognerà coinvolgere gli agricoltori e gli attori locali recuperando le archeologie, come l’ex centrale elettrica, che sarà il centro servizi, cuore della Riserva futura; ed ancora i ruderi della cartiera, che avrà un restauro a rudere ed un piano superiore a museo aperto di ciò che era la cartiera, provando perfino a rifare la carta con la stella. A Fabriano ogni foglio anticato si vende oggi a 10 euro, per dire, quindi un sentiero di collegamento con il Parco del Gran Sasso, con la base ad Assergi crocevia di tutte le escursioni, per 8 km di passeggiata per la Riserva, ed infine il sistema degli orti, quasi scomparso perché perdiamo conoscenze sulle coltivazioni che dovremmo recuperare dai nonni, fare orti con loro, scolastici ed anche multietnici. Sperimentazioni da iniziare una volta perfezionati gli espropri, ci siamo, coinvolgendo ristoratori con la filiera cortissima e stagionale, albergatori e residenti del luogo. Da qui il ragionamento impostato sulle tre sentieristiche per l’area agricola, panoramica e della rameria e cartiera.
Quella del Vera è una riserva di 30 ettari, l’acqua deve essere tutelata anche dalla salmonella oltre il depuratore, ma le basi ci sono, al Gal Gran Sasso hanno già inviato un progetto di filiera e da queste basi nasce la sfida per impostare un buon sistema di sviluppo turistico.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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