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BLOCCO BANDO CASE, MANCINI: "CHI PAGHERA' I DANNI PER I MANCATI INTROITI?"
stampa pagina 22 novembre 2017
La polemica sul bando per l’assegnazione degli alloggi liberi dei complessi Case a Map rischia di avere serie ripercussioni sia per l’ente che per i cittadini aquilani, in termini amministrativi ed economici.
Ricordo che l’iter amministrativo è stato lungo e travagliato. La scadenza per la presentazione delle domande era fissata al 31 gennaio 2017.
Sono state presentata mille e 160 richieste e circa mille sono state quelle ammesse. Gli uffici hanno lavorato mesi per esaminarle tutte ed attribuire i punteggi per la formazione della graduatoria. Concluso l’esame l’amministrazione comunale ha deciso di non pubblicare la graduatoria e di non procedere alle assegnazioni perché l’80 per cento degli aventi diritto è straniero. La stucchevole querelle tra vecchi e nuovi amministratori, che ha coinvolto anche la politica nazionale, si basa su due posizioni, quella di centro destra che, al di là della graduatoria, vorrebbe assegnare gli alloggi “prima agli aquilani”, e quella della passata amministrazione di centro sinistra, che difende il bando e la continuità amministrativa, quindi per un’assegnazione agli aventi diritto in base alla graduatoria.
Ora i numeri veri e i risvolti amministrativi conseguenti al blocco del bando. Gli stranieri in graduatoria sono il 40 per cento (solo tra i primi cento sono l’80 per cento), 400 sono i nuclei con un solo componente, 250 le coppie. Gli alloggi sono 340 del progetto Case e 70 dei villaggi Map. Non assegnarli non penalizza solo gli stranieri ma molti aquilani, nuclei monofamiliari e giovani coppie, ed espone il Comune a ricorsi amministrativi in cui sicuramente sarà soccombente, per cui, con i soldi dei cittadini aquilani, dovrà pagare i danni. Il problema più grave che il blocco del bando sta provocando, tuttavia, sta nel fatto che, non assegnando i circa 400 appartamenti, l’ente non incasserà i soldi dei fitti che, considerando una media tra le metrature, la diversa localizzazione e la quota di affitto prevista dai patti territoriali, è di circa 60mila euro al mese, quindi 720mila euro annui. Chi pagherà i danni derivanti dai mancati introiti? Non certo gli amministratori ma tutti i cittadini aquilani, con l’aumento delle tasse e delle imposte, che sono già le più alte d’Italia. Un’ennesima tegola che si abbatterà sulla città.
Il consigliere comunale
Angelo Mancini
(capogruppo L’Aquila sicurezza lavoro)
Il pungiglione
Taccuino
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