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PROGETTO CASE, UNA FONDAZIONE CON L’UNIVERSITA’ PER GLI STUDENTI
stampa pagina 22 novembre 2017
Una fondazione con l’Università dell’Aquila e probabilmente con il Gran Sasso Science Institute in cui far confluire alloggi del Progetto case da destinare a studenti e ricercatori, e comunque all’indotto che genera l’ateneo.
“Stiamo definendo i contorni” ci spiega il sindaco Biondi, aspettano di capire come attribuire una destinazione definitiva a tali alloggi e lo faranno non appena la Corte dei Conti avrà bollinato la delibera Cipe 69 con cui si stanziano 130mila euro per fare una ricognizione totale del patrimonio e deciderne il futuro, “sulla base di uno studio approfondito decideremo come fare”, sul destino delle abitazioni equivalenti incamerate “ci stiamo lavorando” ci dice, ma comunque è certo l’occhio di riguardo che il nuovo sindaco intende dare alle residenze di lunga durata, almeno dieci anni in città, come criterio premiante per l’assegnazione, non di selezione, anche a giovani ed universitari.
E’ una scelta amministrativa ed è nel suo pieno diritto. Così come scrive anche l’Avvocatura comunale a cui è stato chiesto un parere, sull’opportunità di annullare il bando in itinere delle precedente amministrazione, per cui non sono state redatte graduatorie dunque, secondo i legali, non è maturato alcun diritto soggettivo nei richiedenti.
L’assessore al sociale Bignotti ha scritto “di una nuova e diversa ponderazione della potestà amministrativa in funzione della riconsiderazione di elementi già diversamente valutati. Rientra tra i diritti delle scelte di questa amministrazione” in risposta all’interrogazione del consigliere De Santis.
Insomma Biondi vuole fare altro, anche perché il quadro che si è delineato dalle domande pervenute, 1.156 in tutto di cui 993 ammesse, non lo convince. Peraltro non è specificato, nel bando, quanti appartamenti sono disponibili, dove e di quali metrature così da poter essere abbinati ad un tot, quanti nemmeno si sa, di nuclei richiedenti in base al numero dei componenti.
Biondi non vuole ricorsi e non vuole confusione ed in più non ha problemi a dire che preferisce premiare chi risiede da dieci anni almeno in città, piuttosto che con un solo anno di residenza. “Sulle prime 50 domande pervenute 40 non sono italiani di nascita – spiega – 53 domande, riguardano nuclei che non hanno permessi di soggiorno di lunga durata, 28 di questi già sono stati cancellati perché sono senza cittadinanza ed irreperibili, ci sono anche altri che non hanno proprio la residenza di un anno, mentre 248 sui 933 ammessi, non sono residenti”.
Di fatto il bando non dice quanti alloggi assegnare, per cui anche a voler scremare la manica di avventurieri che non hanno titolo, non capiscono in base a quale criterio certo assegnare gli alloggi, e quando finirebbero gli idonei in base ai punteggi. Che sarebbero così attribuiti: residenza di un anno, e non solo all’Aquila, con l’obbligo nel caso di trasferirsi in città (10 punti); due o più figli minori (8 punti); un figlio minore (6 punti); un disabile (4 punti); un componente anziano con età superiore ai 75 anni (punti 2).
A parità di punteggio andrebbe avanti chi ha più figli minori: e se gli appartamenti grandi non fossero disponibili? Non si sa, l’amministrazione Cialente il problema non se l’è posto.
Biondi ha il pieno diritto di cambiare le regole del gioco, soprattutto se non vuole ricorsi, ritiene che un anno di residenza non debba essere fattore premiante, non si capisce dov’è il problema. E’ il sindaco e la maggioranza dei cittadini che lo ha votato sarà di certo in sintonia con lui.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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