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PROGETTISTI RICOSTRUZIONE, INCARICHI FANTASMA AL 19.4%: CHI SONO?
stampa pagina 24 novembre 2017
Gli studi professionali, gli incarichi progettuali per la ricostruzione post sisma all’Aquila, sono stati sempre zona franca. Siamo quindi arrivati al punto in cui l’Ufficio speciale ha dato l’ultimatum ad una settantina di pratiche da integrare, presentate quasi dieci anni fa con la filiera, per cui se entro gennaio non ci sarà riscontro alcuno, archivierà tutto. Nessuna rabbia dei proprietari, in quel sottobosco anarchico dove amministratori di condominio, presidenti di consorzio, professionisti e tecnici, con il favore degli Ordini, fanno quello che vogliono. A dare uno sguardo al volume degli incarichi sul sito ufficiale, Open data ricostruzione, al primo posto non c’è alcun referente o nome, a fronte dei 2.616 incarichi ed un importo dei lavori praticamente inesistente (24milioni 221,353 euro), sarà la miriade di altri incarichi dati? Anche fosse perché non specificare a chi?
Spicca al secondo posto Salvatori Antonello con 424 incarichi per 265milioni di euro di lavori; c’è quindi Petrella Paolo, lo studio Millimaggi, Arduini Roberto e Marchetti Amedeo al sesto posto, che ha 238 incarichi per oltre 50milioni di lavori.
Considerato il dieci per cento che gli tocca di parcella sono straricchi.
E in queste sacche di ricchezza c’è una fetta di professionisti fantasma, 360, sul totale di 1.857 progettisti coinvolti nella ricostruzione, la cui provenienza, e lo certifica lo Stato, è ignota.
La fetta più grande se la becca l’Abruzzo, 1.155, ma al secondo posto per mole d’incarichi, emerge questo spicchio del 19.4% di incarichi fantasma.
Dopo di loro il Lazio (114) e le Marche (66), l’Umbria (51), il Molise (32) e la Campania (24). Perché colpisce quella fetta della torta statistica? Perché a fronte degli incarichi consistenti, non beccano neanche il 4% degli importi; il 64.5% tocca ai professionisti dell’Aquila per oltre 3miliardi e mezzo di euro di lavori; un miliardo e sette, il 31.8%, ai professionisti fuori L’Aquila, e a loro, chi sono?, le briciole. Perché?
Non si capisce come mai questa sacca di lavoratori fantasma interessi poco quelle stesse fasce, tra politica e forze sindacali, che al contrario s’indignano per il lavoro nero nei cantieri, saranno studi all’estero o peggio giovani e professionisti sfruttati.
Il dato, peraltro, non collima con i compensi dei colleghi, per cui gli studi d’Abruzzo incassano 4milioni e 353 mila euro, almeno stando ai dati ufficiali aggiornati all’ottobre scorso, e loro, gli invisibili, nonostante abbiano più incarichi delle altre Regioni, beccano meno.
Non c’è mai stato un controllo sulla filiera delle progettazioni, sono categorie intoccabili ed evidentemente il lavoro nero degli studi è meno nero di quello dei cantieri.
Nel frattempo parlano i dati. 400milioni di euro fermi, per i ritardi dei tecnici nel presentare la seconda parte della scheda parametrica, un anno di ritardo, a sentire il capo Usra, Raniero Fabrizi. 1.600 schede parametriche parte prima depositate, di cui è stato esaminato solo il 40% (724); ed il 60% delle parti seconde presentate (409 su 724), quindi ne sono state istruite 250. Su quelle ereditate dalla filiera su 23mila 835 ne restano da fare 529. E nessuna penalità e limite agli incarichi è mai stata disposta per legge per il sisma del 2009.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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