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QUALITA’ DELLA VITA, ALL’AQUILA SCARSA COME PER IL 58% DEGLI ITALIANI
stampa pagina 27 novembre 2017
La 19ma indagine sulla Qualità della vita nella provincia italiana, pubblicata su Italia Oggi, pone L’Aquila al 68 posto su 110 province. L’anno scorso era 85ma, ma non vuole dire che si vive meglio, anzi. Su nove indicatori presi in considerazione che sono Affari e Lavoro; Ambiente; Criminalità; Disagio sociale; Popolazione; Servizi finanziari; Sistema Salute, Tempo libero e Tenore di vita, solo in tre di essi, la qualità è accettabile, dal punto di vista della Criminalità; Disagio sociale, nel senso che abbiamo pochi morti per incidenti, reati o suicidi; e Sistema Salute per cui tutto sommato tra posti letto ed assistenza, è una qualità che può passare.
Per il resto abbiamo una qualità di vita insufficiente per l’Ambiente, siamo infatti al 95mo posto; ed è il giudizio peggiore sui quattro attribuiti che vanno da Buono, ad Accettabile, per scendere poi allo Scarso, quindi all’Insufficiente.
Siamo infatti scarsi su tutto il resto.
Dai dati pubblicati, emerge che lo studio vuole sostenere le amministrazione nel comprendere come migliorare la vita dei cittadini, la provincia dove si vive meglio non è più necessariamente a Nord, ci sono piccoli territori dinamici anche al sud, mentre metropoli come Napoli o anche Milano, stanno sempre peggio o non si muovono. L’Aquila è scarsa e non va meglio in Regione, dove Pescara è al 90mo posto; Chieti al 69mo e Teramo al 53mo.
Cos’è che non va da noi? Il precipizio peggiore lo tocchiamo per il fatto di essere piccoli ed avere un qualità di vita scarsa, con il massimo delle autovetture circolanti, il superamento del livello del PM10 massimo consentito dalla legge (97mo posto); la dispersione nella rete idrica; piste ciclabili nulle, come pure le Ztl, il verde pubblico, la capacità depurativa delle acque reflue, il trasporto pubblico e la raccolta differenziata. Andiamo malissimo perché la popolazione invecchia o va via, con una disoccupazione giovanile al 62mo posto. Con un basso tenore di vita, scarso per l’indagine; per cui spendiamo mediamente poco, siamo al 103mo posto come importo medio delle pensioni percepite, mentre crescono i prezzi al consumo. Come scarsa è la valutazione sul nostro tempo libero per cui siamo in alto nella classifica per numero di ristoranti, ma potrebbe essere quell’economia di passaggio del post sisma su cui mettere mano; mentre precipitiamo per cinema, strutture per concerti e tempo libero, bar, palestre, librerie ed associazioni culturali e ricreative.
Si obietterà che c’è stato un terremoto. Sì c’è stato, ma siamo quasi ad un decennio fa. Abbiamo una qualità di vita scarsa su troppi fronti, si vive male non c’è aggregazione e troppo poco per il tempo libero mentre il tenore di vita alto, chi se lo può permettere, lo mantiene altrove, perché magari è proprio quella fetta di città che è andata via, ed infatti siamo al 46mo posto, su 110, per residenti che emigrano ed è su questi dati, non ultima l’identità smart che proprio non abbiamo, su cui lavorare. E in fretta, perché non sono affatto chiacchiere da bar.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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