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IL LABORATORIO DEL TSA ALLA DANTE ALIGHIERI CON LA "LIBERA PUPAZZERIA"
stampa pagina 28 novembre 2017
Parte domani, nella scuola media Dante Alighieri dell’Aquila, il nuovo laboratorio del Teatro Stabile d’Abruzzo che vedrà gli alunni alle prese con una vera e propria officina di ideazione e costruzione delle “pupazze abruzzesi” con Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio della “Libera Pupazzeria”, informa una nota stampa.
Il ballo della Pupazza è una tipica rappresentazione popolare che si tiene nell’ambito delle feste patronali in molti paesi dell’Abruzzo e più in generale del centro Italia.
Si tratta di un grosso fantoccio, di sembianze quasi sempre femminili, costruito con un’intelaiatura di canne ricoperte di carta sottile di vario colore, al cui interno trova spazio la persona che la dovrà “ballare”, mentre al suo esterno vengono applicati numerosi giochi pirotecnici collegati in successione attraverso micce.
Anticamente, il ballo della pupazza aveva un significato propiziatorio e di chiusura della festa, che terminava con l’accensione del fantoccio stesso.
Il suo fascino è dovuto quindi al carattere e alla personalità che le viene conferita sia dall’aspetto esteriore, sia dal ballerino che la anima.
Essa deve dapprima sorprendere, impressionare, spaventare, incutere timore e meraviglia; per questo motivo esce d’improvviso, piomba nella piazza affollata da una stradina buia, dal cancello di un’abitazione, dalla parte vecchia del paese, accompagnata da un corteo o trainata da un carretto o motorizzata.
Pupa, pupazza, pucchella, puccazza, mammoccia, marmotta, pantasima sono solo alcuni dei nomi che a seconda della zona geografica le si attribuiscono.
Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio sono da anni impegnati in ambito regionale, e non solo, per far conoscere questa singolare e misteriosa tradizione dalla funzione apotropaica, la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Il percorso di ideazione e realizzazione della pupazza permette di acquisire numerose conoscenze di ordine tecnico-manuale e non solo; difatti ad esso si può collegare una ricerca che, attraverso i racconti dei genitori e dei nonni, porti a una più profonda consapevolezza degli usi e costumi della nostra regione e nello specifico del territorio aquilano.
Il laboratorio è realizzato grazie alla preziosa collaborazione della dirigente Antonella Conio e delle docenti Rossana Cerasoli, Emanuela Fiamma e Giuseppina Menichini.
Il pungiglione
Taccuino
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