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Ambiente

DISCARICA BUSSI, A MARZO IN CASSAZIONE: UN MESE PRIMA DELLA PRESCRIZIONE


stampa pagina 4 dicembre 2017

Bussi

E’ fissata al 13 marzo 2018, la data dell’appello in Cassazione per la discarica di Bussi, si legg ein un documento il documento delle associazioni riunite nel comitato "Bussiciriguarda".
“Un mese circa prima della prescrizione, l’ultimo atto del processo per l’inquinamento del Sito di Bonifica d’Interesse Nazionale, di Bussi sul Tirino. Vi arriviamo con alcuni protagonisti di questa vicenda scomparsi il Comandante della Forestale, poi generale dei Carabinieri Guido Conti e il Commissario Adriano Goio, che non poco hanno contato, rispettivamente, nella fase di indagine, condizionante le carte del processo, e nei ritardi di un decennio di commissariamento. Vi arriviamo però anche con Edison che ha comunque, finalmente, deciso di assumersi il compito di caratterizzare e di bonificare le aree di propria pertinenza.
Le riunioni tecniche, alle quali partecipiamo come invitati, indette dal Ministero dell’Ambiente e coordinate dall’ing. Laura D’Aprile sono state programmate con tempi cadenzati, la prossima il 18 dicembre, per la presentazione da parte di Edison dei progetti di bonifica e loro discussione (rimozione dei rifiuti della discarica Tre Monti e bonifica del sottosuolo della stessa); tempi che appaiono rispettati e che consentiranno, con ogni probabilità, di concludere entro l’anno, l’iter autorizzativo, con Conferenza dei Servizi decisoria finale. Si potrà quindi, finalmente, arrivare all’inizio dei lavori. Dopo anni dalla cosiddetta “scoperta della Tre Monti”, la comunità potrà conoscere la composizione chimica delle sostanze inquinanti. E finalmente, dopo anni, non c’è più nessuno che neghi che la discarica Tremonti non è messa in sicurezza, mentre Edison sta “già” operando per un programma di disinquinamento, è evidente però, che l’intelligenza, le finanze e l’energia che saranno usate nell’operazione dipenderanno anche dall’esito della Cassazione.
Rimane infine, per noi, e speriamo non solo, anche un’altra questione: ricostruire la strana storia di tutta la vicenda. A cominciare da quella del velocissimo commissariamento e della non volontà di Commissario e Governo (allora Berlusconi) di costituirsi parti civili.
Cosa che poi avvenne solo per forzatura del nostro coordinamento che inoltrò formale diffida giudiziaria, interessò il senatore Felice Casson per un’interrogazione urgente … si collegò con l’avvocato dello Stato che presentò comunque gli atti giudiziari lasciati in una stanza chiusa a chiave e che si vide (perciò?) definitivamente escluso dalla partecipazione al processo… e via discorrendo. Ma avremo tempo di riparlarne.
Sul fronte della Regione Abruzzo le cose non vanno altrettanto speditamente; se da un lato ha avviato la procedura per l’estensione della perimetrazione del SIN, includendo alcune aree da risanare a Piano d’Orta, dall’altro si registra un fortissimo e inammissibile ritardo nell’inizio dei lavori di caratterizzazione delle aree pubbliche.
Ricordiamo che il Piano di Caratterizzazione delle aree pubbliche dell’intero SIN, predisposto dall’Arta nell’ottobre 2014, è stato approvato con parere favorevole dell’ISPRA, nella Conferenza di Servizi del 6 febbraio 2015. Tale atto tecnico fondamentale è propedeutico alle future attività di bonifica delle aree pubbliche. I ritardi sono incomprensibili se si considera che i fondi statali per la sua realizzazione sono stati erogati in base all’Accordo di Programma “Per la definizione degli interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale ‘Bussi sul Tirino’” stipulato tra Ministero dell’Ambiente, Regione Abruzzo, Provincie di Chieti e di Pescara, Comuni di Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Chieti, Manoppello, Popoli, Rosciano, Scafa, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri. Il Piano riguarda le aree pubbliche presenti nella zona di fondovalle adiacente le sponde del fiume Pescara, dalla confluenza con il Tirino fino poco oltre il Campo pozzi “Colle S. Angelo”; includono altresì le aste fluviali ricomprese nel SIN (fiumi Tirino, Pescara e Orta) e aree di sedimentazione degli sbarramenti idroelettrici presenti sul fiume Pescara (prese e rilasci).
Complessivamente si tratta di effettuare il controllo del suolo e sottosuolo, eseguendo l’analisi di oltre 8.500 parametri, e il controllo su almeno 21 piezometri, attraverso la determinazione di oltre 5.600 tra contaminanti e parametri significativi. Pare che tali ritardi siano dovuti al mancato trasferimento all’ARTA, che deve eseguire i lavori, dei fondi che lo Stato ha assegnato alla Regione. Ma dal sito ARTA su internet, leggiamo la sintesi dei lavori non ancora avviati, pur con fondi già trasferiti da tempo! Perché mai?
Chiediamo alla Regione Abruzzo l’immediato avvio del Piano di Caratterizzazione delle aree pubbliche! Chiediamo ai Sindaci interessati di fare proprio questo appello, anche in nome del loro compito inderogabile di primi ufficiali sanitari del territorio amministrato!”, conclude la nota stampa.




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