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LA GRANDE PESCARA GUARDA ALL’ALBANIA NOI AL NOSTRO OMBELICO
stampa pagina 5 dicembre 2017
Mentre Luciano D’Alfonso cura rapporti bilaterali con l’Albania, pensando alla Regione macro adriatica e alla Grande Pescara che dal 2019 avrà 200mila abitanti, L’Aquila continua a guardarsi l’ombelico.
Non riusciamo a raccontare di grandi strategie con i Comuni limitrofi, con le Regioni confinanti con le aree interne con cui condividere obiettivi e risorse, perché non sono in nessun ordine del giorno. Pierluigi Biondi è sindaco praticamente da sei mesi, è arrivato con la legittima promessa di un cambio di marcia ma ancor oggi la portata resta un’idea.
Cambierà la dirigenza ad incarico a fine anno? Le società partecipate avranno nuovi amministratori?
Forse col nuovo anno sì e avremo fatto passi da gigante se solo trovassero l’accordo e gli equilibri spartitori Forza Italia e Noi Con Salvini, seconda forza del Consiglio ai quali spetta la giusta rappresentanza, ma la Giunta ancora non aggiorna il Regolamento sulle nomine nelle spa.
I nuovi eletti presentano ordini del giorno che dovrebbero essere il contorno scenico, di un ben altro che non arriva. Ci dicono che ancora non capiscono bene dove sono e in effetti entrare in una macchina amministrativa impostata da nove anni, solo dal post sisma, non è facile, ma al di là delle cerimonie, delle presenze, dei protocolli, delle intese, del taglio dei nastri, delle foto da mostrare, che va benissimo per carità, l’ultima del vice sindaco Liris con il CalendEsercito 2018 in mano, stamattina a Confindustria, vogliamo vedere la ciccia.
Anche fosse solo per criticarla e per dire non ci piace, perché il brutto segno è che non la vediamo.
Le spa sono in agonia. La macchina amministrativa è un intreccio di relazioni pericolose ed invidie che cammina solo grazie alla buona volontà e capacità di molti, devo dire, nuove strategie di ripresa economica, una visione più ampia che non sia quella del turismo a Sant’Elia, dare sostanza alle promesse elettorali, questo vogliamo vedere.
C’è invece quel torpore che ciclicamente avvolge il capoluogo, il resto del mondo va avanti ma il nostro respira solo per rivendicare i fasti della Regina Margherita d’Austria, incafoniti dalla politica della fontanella, la padrona delle sedute consiliari.
Pensiamo a cosa fare del 4% dei fondi per la ricostruzione, sa, la gran parte dei consiglieri e della Giunta, di cosa parliamo? Più scaviamo e più ci deprimiamo, stiamo arrivando a fine anno, alla metà del primo anno di mandato, fateci vedere qualcosa, dateci un orizzonte che non sia la semplice presa del palazzo. Non c’è ancora una argomento strategico su cui arrabbiarsi e non è un buon segno, il sindaco Biondi provi a tirare le redini, cerchiamo intanto di capire a che punto è la rottura dei meccanismi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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