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ATTIVITA' IN CENTRO, CONFCOMMERCIO: "SERVONO PARCHEGGI E NON SOLO"
stampa pagina 6 dicembre 2017
In riferimento al testo del “Disciplinare delle Attività Produttive per lo Sviluppo Economico del Comune di L’Aquila” ricevuto il 29 settembre, siamo a formulare in proposito le seguenti osservazioni.
Non riscontriamo nel documento riferimenti al funzionamento dell’economia urbana e all’organizzazione dei sistemi commerciali urbani esistenti (sopravvissuti al sisma del 2009 e fuori della zona rossa) o a quelli che dovranno rinascere nelle zone rosse.
Mancano considerazioni sul fatto che territorio e assetto dei Sistemi Distributivi determinano condizioni di causa ed effetto, in quanto la localizzazione delle imprese commerciali orienta gli spostamenti e incide sulle modalità con le quali il territorio si infrastruttura e viene utilizzato in una fase della storia dell’Aquila in cui le dinamiche relative agli spostamenti per motivi d’acquisto sono sempre più caratterizzate da fenomeni di allontanamento dalla tradizionale offerta concentrata nel centro della città e nelle vie commerciali, in favore dei centri commerciali pianificati della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
La via dello sviluppo del terziario di mercato aquilano deve contemplare azioni di competenza aziendale abbinate ad azioni di competenza degli attori istituzionali locali, finalizzate a costruire politiche incisive relativamente a sei punti fondamentali:
1. attrattività e il mix merceologico del sistema commerciale urbano o del centro commerciale naturale
2. accessibilità e sosta
3. qualità architettonica e ambientale del contesto urbano
4. qualità architettonica del sistema dei negozi
5. attività di animazione
6. attività di promozione
Sei punti di forza dai quali un sistema commerciale non può prescindere se l’obiettivo è la vitalità economica, oltre alla bellezza architettonica o urbanistica.
Un documento volto allo sviluppo economico non può omettere di considerare (e fornire risposte normative adeguate) alle sei questioni sopra poste delle quali esplichiamo i contenuti:
Attrattività e mix merceologico
La forza di attrazione esercitata da un sistema commerciale urbano non dipende esclusivamente dalla qualità dello spazio costruito, quello della città o del territorio. Occorre tenere presente tutti quei fattori ai quali il cittadino pone attenzione e che vanno dall'assortimento e dalla specializzazione delle merci alla localizzazione del punto vendita.
Va considerato con molta attenzione il fatto che il potenziamento e l'articolazione delle merci e dei servizi offerti coincide con il contenimento di quote di evasione commerciale verso altre formule distributive.
Accessibilità e sosta
L’attenzione da porre a questi due aspetti della mobilità risulta strategica per migliorare l'efficienza di un centro commerciale naturale. Consapevoli del fatto che la città europea lungo tutto il suo percorso storico non è stata concepita per l'automobile, vanno trovate soluzioni operative che permettano un elevato grado di accessibilità sia con il mezzo privato, sia con quello di trasporto pubblico. Va stabilito, soprattutto, che politiche relative alla mobilità non possono prescindere da politiche attinenti la sosta.
Qualità architettonica e ambientale
Risulta prioritario porre attenzione a quell'articolato complesso di fattori che costituisce lo spazio fisico della città. La qualità delle architetture presenti e il loro grado di decorosa e gradevole manutenzione; la qualità delle pavimentazioni di strade, piazze e marciapiedi; la qualità degli elementi di cosiddetto arredo urbano: elementi illuminanti, panchine, fioriere, cartellonistica pubblicitaria e segnaletica stradale oltre a quella turistica. Tutti questi elementi, unitamente a quelli di natura culturale, di svago, di tempo libero, oltre ovviamente a quelli di natura sociale, possono costituire potenziamento dei livelli di gradevolezza dell'offerta commerciale.
Qualità architettonica del sistema dei negozi
Un elemento sul quale porre una urgente attenzione è rappresentato anche dalla qualità degli elementi fisici, che costituiscono il singolo punto di vendita. Va considerato, infatti, che la gradevolezza dello spazio pubblico non può prescindere da una elevata qualità di vetrine, insegne, sistemi di illuminazione dei negozi, forma e colore delle tende parasole.
Attività di animazione
Ciò che oggi orienta il cittadino nell'intricata selva del gioco degli scambi non è rappresentato, in via esclusiva, dallo scambio delle merci. Va considerato che l'attività dedicata agli acquisti è sempre stata vissuta anche come occasione per comunicare e intrattenere relazioni sociali. Con questo quadro di consapevolezze vanno predisposte tutte quelle iniziative di animazione della via o del sistema di vie commerciali che motivino ulteriormente il cittadino a prediligere un sistema rispetto a un altro.
Attività di promozione
La predisposizione di un sistema ottimale, dal punto di vista commerciale e dal punto di vista urbano, non sortirebbe risultati soddisfacenti se lo spirito di collaborazione tra gli operatori economici del centro commerciale naturale non crescesse sino a far mettere in atto azioni orientate alla promozione di quanto al cittadino viene offerto.
Sarebbe opportuno che il documento venisse arricchito sia con riflessioni sul ruolo, l’assetto, le necessità, i punti di forza o di debolezza dei sistemi commerciali o dei centri commerciali naturali aquilani, sia con valutazioni operative relativamente a:
- assetto e ruolo dei sistemi commerciali urbani aquilani
- azioni di rivitalizzazione dei sistemi commerciali urbani
- politiche orientate a sostenerne lo sviluppo.
Noi crediamo che L’Aquila debba ricostruire un’armatura commerciale con caratteri che obbligano a dare risposte a un gran numero di fattori che caratterizzano il migliore funzionamento delle attività economiche: la mobilità, il traffico, i trasporti, il sistema dell’accessibilità e della sosta, il trasporto e la distribuzione delle merci in città, l’articolazione del mix merceologico, la qualità e la cortesia del servizio offerto ai cittadini e, non ultimo, il rapporto che intercorre tra domanda e offerta commerciale.
E’ uno scenario che richiederebbe politiche, norme e azioni capaci di valorizzare i sistemi commerciali urbani aquilani dando vita a politiche di intervento che si pongano lo scopo di:
- predisporre interventi per promuovere il commercio cittadino così come serve ai cittadini, ai visitatori e agli operatori economici;
- migliorare la forza di attrazione esercitata dai sistemi commerciali urbani e/o dai centri commerciali naturali esistenti, o nascenti, nelle varie articolazioni che li caratterizzano e cioè:
a) i punti commerciali: le singole e diffuse attività sparse sul territorio cittadino;
b) le linee, o fronti, commerciali: costituite dal susseguirsi lineare e compatto di attività ubicate su
ciascuna via o piazza;
c) i centri commerciali naturali: quei sistemi compatti di attività presenti sulle vie o, anche, su reticoli viari urbani più estesi e tali da connotare le strade come veri e propri centri commerciali unitari;
d) i sistemi mercatali su aree pubbliche o private.
Art. 3, comma 2.
- Nel documento la Direttiva Servizi (Bolkestein) viene citata in maniera intransigente, quasi come una giustificazione normativa per consentire “la libertà di fare tutto quello che non è espressamente vietato”.
- Per quanto riguarda ad esempio la prevista esclusione di vincoli inerenti l’ambiente urbano ed i beni culturali, in realtà bisognerebbe verificare se talune decisioni, pur adottate nell’esercizio del potere di pianificazione urbanistica, perseguano concretamente finalità di tutela dell’ambiente urbano o, comunque, siano riconducibili all’obiettivo di dare ordine e razionalità all’assetto del territorio.
- Laddove si fa riferimento all’opportunità di “assicurare ai consumatori finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilità all’acquisto di prodotti e servizi sul territorio” riteniamo che tale eventualità sia preclusa ab origine dall’impossibilità, generata dalla totale liberalizzazione, di stabilire un confronto tra domanda ed offerta commerciale.
Art. 2, comma 5
- La previsione di standard di qualità esclusivamente per i pubblici esercizi allo scopo di diversificare le attività produttive presenti nei centri storici appare alquanto riduttiva e discriminatoria in quanto si percepisce un’attenzione concentrata esclusivamente su una unica tipologia di attività.
Art. 3, comma 1
- Prevedere una particolare tutela in materia di decoro urbano e ambientale e di conseguenza determinati criteri qualitativi solo per alcune aree appare offensivo per il rapporto tra città ed economia urbana complessiva.
Art. 3, comma 4
Sarebbe opportuno esplicitare le modalità con cui i requisiti ed i criteri indicati nell’articolo 3 costituiranno la base di sistemi di premialità o di penalizzazione, al fine di evitare procedure del tutto arbitrarie nei confronti dei richiedenti le autorizzazioni.
Art. 18, comma 2
- La formazione e l’addestramento professionale del personale addetto allo Sportello Unico per le Attività Produttive e del personale delle altre unità organizzative che con esso interagisce non possono essere avere carattere di aleatorietà e dipendere dalla disponibilità o meno delle risorse finanziarie.
- La preparazione e la competenza del personale ha un ruolo primario nella erogazione di servizi di qualità da parte dello Sportello ed è necessario, pertanto, che siano assicurati in maniera continuativa e non dipendano da situazioni contingenti.
Art. 33, comma 1, lettera b)
- Prevedere il divieto di insediamento e/o di trasferimento di determinate attività, in particolar modo di sexy shop, solo in Centro Storico appare discriminatorio, quasi che i residenti in periferia siano cittadini di serie B.
- Sarebbe opportuno, se non altro, stabilire divieti specifici di insediamento e/o di trasferimento nelle immediate vicinanze di determinate istituzioni quali luoghi di culto, asili e scuole primarie.
Art. 33, comma 1, lettera d)
- Il divieto di esposizione di determinati articoli nelle vetrine alla vista del pubblico, se sancito, deve riguardare sia i centri storici che le periferie, così da non creare disparità di trattamento tra la cittadinanza in base alla zona di residenza.
Art. 34
- Il consenso alla trasformazione di una media struttura di vendita in più esercizi di vicinato deve essere contenuto non solo entro i limiti della superficie di vendita ma anche della merceologia originariamente autorizzate.
Queste le considerazioni che sottoponiamo all'attenzione, del sindaco Biondi e dell'assessore Piccinini, confermando la nostra disponibilità a collaborare anche nell’implementazione del disciplinare.
Celso Cioni
Roberto Donatelli
Il pungiglione
Taccuino
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