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ESPERIMENTO SOX, INFN: "SLITTA L'AVVIO PER VERIFICHE TECNICHE SUL NUCLEARE"
stampa pagina 12 dicembre 2017
Slitta per un ritardo nella consegna del rivelatore l'avvio dell'esperimento Sox, al centro di polemiche circa la sicurezza legata all'uso del combustibile radioattivo che alimenta il rivelatore.
Lo rende noto l'Infn riferendosi alla riunione avvenuta a Mosca per verifiche tecniche sull'avanzamento del progetto Sox, durante la quale è emerso che i produttori della sorgente stanno incontrando difficoltà tecniche a garantire gli standard scientifici richiesti.
"Attualmente - prosegue Infn - la sorgente non è in grado di produrre il numero di antineutrini necessario per il progetto, dunque non è idonea per i fini scientifici dell'esperimento".
Non si può quantificare il ritardo, è ancora in corso la riunione fra rappresentanti di collaborazione Sox, Commissariato francese per l'energia atomica proprietario della sorgente, Infn e associazione russa che produce il materiale nucleare. Sox prevede il lavoro in tandem con l'esperimento Borexino, in attività dal 2007 nei Laboratori sotterranei del Gran Sasso Infn.
"Abbiamo appreso che ci sono problemi di produzione della sorgente in Russia per cui l'Infn ha sospeso l'esperimento. Ma i problemi veri per noi restano qui in Abruzzo". Così Augusto De Sanctis, portavoce del Forum H2o, a margine del dibattito in Consiglio Regionale dell'Abruzzo dedicato all'esperimento Sox, previsto nei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso nel 2018.
"C'è una legge chiarissima, il Testo unico dell'ambiente, che vieta lo stoccaggio di sostanze pericolose e a maggiore ragione radioattive, vicino le captazioni d'acqua. È stato dunque un errore pianificare un esperimento che violi questa legge non derogabile. Se gli scienziati la pensano diversamente, si facciano eleggere in Parlamento e cambino la norma - spiega ancora De Sanctis che ha assistito ai lavori del Consiglio - il problema del Gran Sasso si risolve in due modi: realizzare nuove infrastrutture e modernizzare quelle che ci sono. Ma non basta: dall'altro lato bisogna allontanare le sostanze chimiche pericolose presenti all'interno dei laboratori di fisica nucleare, perché la loro presenza non rispetta le norme di legge e rappresenta un forte rischio di incidenti, che potrebbero compromettere l'acquifero più importante del centro Italia".
"Abbiamo chiesto di sospendere per verificare con le carte, che per la verità sono arrivate in ritardo, tutte le procedure. Mentre stavamo facendo questo, è arrivata la notizia della sospensione da parte dell' Infn, vuol dire che abbiamo più tempo per le verifiche".
Così il vicepresidente della Giunta regionale abruzzese, Giovanni Lolli, durante la seduta del Consiglio Regionale che ha discusso delle problematiche legate all'esperimento Sox in programma all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Assergi (L'Aquila), sul quale sono divampate dure polemiche circa la sicurezza sull'uso del combustibile radioattivo.
Appuntamento fissato prima dell'annuncio dello slittamento da parte dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
"Vogliamo l'esperimento Sox, ci mancherebbe, ma occorre prima una procedura aggiuntiva che dia garanzie assolute di sicurezza", afferma ancora Lolli. "Per noi la priorità è la sicurezza assoluta dell'acquifero del Gran Sasso", spiega ancora Lolli sottolineando che i Laboratori "sono un patrimonio dell' intero Paese, come riteniamo l'autostrada una infrastruttura fondamentale. Tutto questo sistema è stato lasciato colpevolmente negli anni passati in una situazione di interferenza con le falde. Noi ci stiamo lavorando, stiamo trovando soldi e ne servono davvero tanti, e la progettazione è in stato avanzato". Il vicepresidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, prima ancora dell'annuncio dello slittamento da parte dell'Infn evidenziava che "l'esperimento Sox non è stato comunicato nel tavolo previsto da un preciso protocollo".
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