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IN UN CRONICO DEFICIT DI ARGOMENTI: CI SFRUCULIAMO L’OMBELICO
stampa pagina 29 dicembre 2017
I lavori del Consiglio comunale in diretta streaming sono più terribili che dal vivo.
Tre quarti d’ora la resistenza massima sperimentata. Quattro spettatori in tutto, poi diventati tre, e alla fine intorno a mezzogiorno due, perché anch’io ho mollato.
Presepi nelle sedi istituzionali e lotta all’accattonaggio sono proprio gli argomenti di cui un aquilano senza lavoro, senza la sua casa, senza città, senza centro storico, senza Gran Sasso, senza economia e senza rinascita, vorrebbe sentir parlare a fine anno. Rischia di risolvere i suoi problemi perfino l’intricata discussione sul recepimento del biotestamento, da oggi sappiamo quanti raffinati giuristi offre l’Aula, ma ignoreremo che la maggioranza non ha voluto agevolare i cittadini che credono in questa legge dello Stato. Perché di questo si è trattato, al netto dei diffusi personalismi.
Con gli ultimi fondi Cipe il sindaco Biondi ha annunciato che la sua proposta “di rimodulare le risorse” assegnate al rilancio del Gran Sasso, è stata accordata, “in questo modo”, ha detto, “si potrà procedere ad un reale e soprattutto fattibile piano di sviluppo del Gran Sasso, in grado di valorizzare la nostra montagna”.
E noi di che parliamo? Di presepi e di sofismi biotestamentari.
D’Alfonso organizza incontri sulla Nuova Pescara e dibattiti su come cambierà il concetto di territorio, noi, in un cronico deficit di argomenti ci sfruculiamo l’ombelico.
Art tribune cita le dieci opere architettoniche più imponenti che il 2018 vedrà nascere, L’Aquila non c’è, ma una rigenerazione urbana nascerebbe all’ex San Salvatore, unico esempio del come non era alla quale nessun consigliere, anche fosse con una mozione, pensa ancora di sollecitare un filo conduttore che ricolleghi quell’area al centro storico.
Non si vedono canovacci e tessiture dell’Aquila che sarà, è invece di questo che vorrebbe sentir parlare la gente ogni giorno, non sappiamo come saranno accelerati i lavori della ricostruzione pubblica, quanto interessi la ricerca che porta avanti il GSSI con applicativi per la smart city, da connettere con la mobilità sostenibile e ad una gestione avanzata dei servizi, perché un’idea di riqualificazione urbana e di rinascita deve essere ancora impostata.
Di recente il GSSI ha tenuto un incontro pubblico, avessimo incontrato un solo consigliere, fosse pure a dissertare di nebulose. Leggo che ai lavori al Ponte di Belvedere, supportati dal professor Galeota dell’Università dell’Aquila, servono altri fondi perché lo Studio Ingegneria Romolini, che s’è aggiudicato la progettazione definitiva con un ribasso del 73.77%, ha cambiato il quadro economico, serviranno altri fondi nonostante il danno lieve: questa è L’Aquila, una città che continua a raschiare il fondo del barile.
Finirà la magia del Natale che ci hanno somministrato in tutte le salse e quando finirà tornerà la mazzata di una ricostruzione spenta, alla quale sono rimasti solo i fondi, quelli sì, ma nessuna capacità strategica di spesa, di ripresa economica e occupazionale. I ricercatori della Intecs saranno da domani a casa, la Snam scaverà ad un passo dalle faglie una nuova rete, cresce la disoccupazione, e noi da soli, con un’Aula rabberciata e dai lavori sempre più imbarazzanti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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