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Regione

LA INTECS CHIUDE, MA NON INVIA LE LETTERE DI LICENZIAMENTO AI RICERCATORI


stampa pagina 2 gennaio 2018

Intecs

La Intecs, ultima azienda a chiudere i battenti, di quello che era il polo elettronico aquilano, annuncia i 65 licenziamenti, tra l'altro in concomitanza con il Natale, ma non invia le lettere ai ricercatori che stamani si sono presentati nel sito produttivo, trovando chiusi i cancelli.
Lo denuncia il segretario generale della Fiom-Cgil Provinciale L'Aquila, Elvira De Sanctis, che stamani ha chiamato le forze dell'ordine per segnalare il fatto. Fiom e lavoratori fanno sapere che "metteranno in campo tutte le azioni a tutela dei loro diritti visto che un licenziamento ingiusto, perpetrato in concomitanza delle festività natalizie, per giunta mal comunicato, può creare difficoltà alle pratiche di accesso alla Naspi".
"E' caos totale da parte dell'azienda nella comunicazione ai lavoratori del recesso del rapporto di lavoro - spiega in una nota De Sanctis -. E così anche nella fase di chiusura del sito dell'Aquila e licenziamento di tutti i 65 ricercatori la Intecs è riuscita a dare il peggio di sé. Nella giornata di oggi i lavoratori, non avendo ricevuto la lettera di licenziamento, si sono doverosamente recati sul posto di lavoro dove però hanno trovato sbarrata e accuratamente chiusa con un lucchetto la porta di ingresso all'azienda".
Il sindacalista spiega che di fronte a questa serrata la Fiom ha chiamato le forze dell'ordine "e contattato telefonicamente in loro presenza la responsabile aziendale dell'ufficio del personale la quale si è limitata a dire che prendeva atto della circostanza, ma che confermava l'intenzionale chiusura dell'azienda. Le forze dell'ordine hanno quindi potuto constatare la reale situazione".


 

 

 




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