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PEDAGGI A24/A25, PIETRUCCI: "LA GESTIONE TORNI ALL'ANAS"
stampa pagina 4 gennaio 2018
"La A24 e A25 sono autostrade di montagna che hanno costi di manutenzione molto alti, devono tornare allo Stato ed essere gestite direttamente da una società pubblica come l'Anas, per evitare che a pagare il salasso siano i cittadini".
Questa la proposta del consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci per risolvere il problema del caro-pedaggi che tante polemiche, come succede da anni, ha generato, dopo la "stangata" di inizio 2018, poco meno del 13 per cento di aumento, sulle due tratte che collegano l'Abruzzo con il Lazio.
Secondo Pietrucci, la concessione in scadenza nel 2030 che lo stato con un bando ha affidato a Strada dei Parchi spa, deve tornare sotto il controllo pubblico, anche prima della scadenza. Un'idea destinata a far discutere, "me ne rendo conto ma nelle scelte politiche, come nella vita, ci vuole coraggio", premette il consigliere. "Inutile prendersela con la concessionaria Strada dei Parchi e con il gruppo Toto, è naturale che gli imprenditori pensino al profitto - spiega ancora -.
La gestione pubblica, al contrario, non ne avrebbe bisogno e potrebbe offrire un servizio calmierando, al tempo stesso, i costi". Secondo Pietrucci, "queste autostrade di montagna hanno bisogno di una manutenzione importante, quindi è inevitabile che, con la gestione privata, i costi si ripercuotano sugli utenti. Al tempo stesso - prosegue - hanno una fortissima implicazione strategica e pubblica, perciò darle in concessione a un privato vuol dire renderle ingestibili, si rischia di condannare l'Abruzzo interno. Bisognava pensarci prima, ma ora non abbiamo altre soluzioni".
Il consigliere, presidente della seconda commissione del Consiglio regionale (Territorio), oltre a lanciare un appello ai parlamentari abruzzesi, annuncia che scriverà al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che già nei giorni scorsi ha parlato di "rivedere i termini delle concessioni", e proporrà in aula una risoluzione. "Se resta la situazione attuale, tutte le strategie turistiche dei borghi, economiche, sociali e culturali saranno vanificate visto che non avremo la possibilità di attrarre nessuno - il suo allarme - Per fare solo un esempio: in sanità abbiamo un'alta mobilità attiva, attirando pazienti da fuori regione negli ospedali della nostra Asl, ma chi ci verrà a curarsi in Abruzzo con costi così elevati?".
In relazione alle proteste, Pietrucci sottolinea che "ogni anno siamo qui a lagnarci degli aumenti, peraltro indicizzati, previsti da un bando-capestro che ricade sulle spalle dei cittadini. Siamo a un'ora da Roma, lo diciamo sempre, ma ormai sulla base della simulazioni siamo a "un'ora e 100 euro": sono gli stessi costi per andare da Roma a Milano e questo è insostenibile. Anche perché sullo stesso tratto non c'è il ferro, la via Salaria è troppo lunga e complessa, insomma, non ci sono alternative: così ci strozzano e danneggiano anche l'economia".
Il pungiglione
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