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Ambiente

INFN ED ALTRI ENTI NEGANO ACCESSO AGLI ATTI AL MOVIMENTO PER LE ACQUE


stampa pagina 11 gennaio 2018

Lnfn

I Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso e diversi altri enti non stanno rispondendo alle richieste di accesso agli atti su materie fondamentali per la sicurezza e la tutela dell'acquifero del Gran Sasso, scrive in una nota il Forum H2O.
Ricordiamo, prosegue, che i termini di legge per la risposta sono 30 giorni e che con il cosiddetto FOIA (D.lgs.33/2013) solo in pochissimi e ben delimitati casi si può limitare l'accesso agli atti.
La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, che fa parte della Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso, ha avanzato con PEC ai Laboratori una richiesta di accesso lo scorso 6 dicembre per documenti attinenti temi di enorme rilevanza come il rischio sismico (ricordiamo che nei laboratori passa una faglia). Aveva anche richiesto gli ulteriori documenti sulla sicurezza di SOX, oltre a quelli da noi resi noti grazie ad un accesso ai Ministeri, rapporti della cui esistenza aveva parlato il responsabile dell'esperimento in una trasmissione televisiva (alla fine del comunicato l'elenco dettagliato della documentazione richiesta). Dalla domanda sono passati 36 giorni.
Inoltre ai comuni di Isola del Gran Sasso e di L'Aquila nonché al Parco del Gran Sasso, l'11 dicembre è stata richiesta documentazione attinente:
a)l'avvenuto espletamento della Valutazione di Incidenza Ambientale per una serie di esperimenti in corso sulla base di quanto previsto dal D.P.R.357/1997 e ss.mm.ii;
b)la microzonazione sismica dei laboratori (richiesta avanzata solo ai due comuni);
c)i permessi/nulla osta/autorizzazioni di carattere edilizio per una serie di manufatti connessi agli esperimenti (ci sono strutture di più piani).
Il termine per la risposta era ieri ed è trascorso senza esito.
Infine sta andando avanti con enorme difficoltà l'accesso agli atti avviato a novembre presso il Comando Regionale dei VVF sul Rapporto di Sicurezza, uno dei due documenti centrali per la gestione di un Impianto a Rischio di Incidente Rilevante. L'altro, il Piano di Emergenza Esterno, come sappiamo, era stato varato come provvisorio nel 2008 ed è incredibilmente scaduto nel 2011 (doveva essere aggiornato per legge ogni 3 anni).
Il Rapporto di Sicurezza analizza tutti gli scenari di rischio soprattutto per la prevenzione degli incidenti. Una volta depositato dai LNGS, deve essere vagliato e validato dalla CTR regionale sulla base di quanto previsto dal D.lgs.105/2015 sugli Impianti a Rischio di Incidente. Oltre al rapporto abbiamo chiesto la delibera o il verbale di approvazione del Rapporto vigente. Esiste?
Dopo un duro scambio di lettere, a termini ormai scaduti, ora ci hanno detto che la CTR regionale il 16 e il 25 gennaio esaminerà la domanda della SOA ed eventuali richieste di omissis sul testo del rapporto da parte dei Laboratori.
Facciamo notare che, nel frattempo, potevano darci il documento di approvazione (delibera o verbale), se esiste (altrimenti avrebbero dovuto scrivere semplicemente che non esiste), rispettando i termini di legge per poi rimandare ad un approfondimento magari più laborioso l'accesso sul Rapporto di Sicurezza, dove si deve eventualmente decidere se prevale l'interesse dei 700.000 cittadini ad avere il Rapporto di Sicurezza completo oppure l'eventuale richiesta dei Laboratori di introdurre omissis.
Auspichiamo che tutti i documenti siano velocemente resi pubblici, conclude, senza questi problemi evitando ricorsi dispendiosi per tutti. Anzi, rinnoviamo la richiesta agli enti di pubblicare sul proprio sito WEB tutta la documentazione in loro possesso quanto prima nella massima collaborazione tra cittadini, enti ed istituzioni.




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