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CITTADELLA GIUDIZIARIA DALLA STAZIONE: MA CHE CITTA’ AVREMO?
stampa pagina 11 gennaio 2018
La stazione ferroviaria all’Aquila sarà riqualificata con una nuova piazza, parcheggi di scambio anche per bus e mezzi elettrici, il probabile spostamento dello scheletro in ricostruzione dell’ex Consorzio Agrario, l’ampliamento della strada che costeggia le mura verso le 99 Cannelle, con un percorso pedonale verso il Munda, e poi a salire un percorso verde fino a Villa Gioia e a via XX Settembre che costeggerebbe le vecchie strutture scolastiche compresa l’ex Mazzini, una parte della quale è stata rigenerata dopo il sisma per adibirla a sede del Consiglio Comunale.
E’ un progetto presentato stamattina dagli assessori Carla Mannetti, mobilità e traffico, e Luigi D’Eramo, pianificazione, probabilmente a carico di Rfi, che s’innesta sul progetto strategico dell’amministrazione Cialente che riguarda Santa Croce, Villa Gioia e Porta Barete, appesa ancora alle volontà di tre nuclei familiari, unici certi a voler rimanere lì, per cui ancora non si sa, ormai la questione è andata per vie legali, se quel progetto di recuperare l’antica Porta, vedrà mai la luce. Quindi la stazione da riqualificare, la viabilità da ampliare, un percorso verde e forse un ponte sul fiume, per arginare la vecchia strettoia sul passaggio a livello verso Roio, per alleggerire la viabilità e collegarla alla Mausonia, ma per quest’idea bisognerà ottenere tutte le autorizzazioni considerati i vincoli ambientali e paesistici cui è sottoposta la zona e non sarà così semplice.
Un successo per D’Eramo, per il quale “con la cabina di regia insediata si sono ridotti di molto i tempi della pianificazione” e per la Mannetti che conta in questo modo di innovare la mobilità, di renderla sostenibile sul serio e di puntare anche alla cittadella giudiziaria “finora oggetto di proclami alla quale vorremmo dare concretezza” ha dichiarato.
Si abbandona l’idea della sede unica comunale all’Autoparco comunale, mettendo mano con Rfi, ma il progetto era già stato imbastito dalla passata amministrazione, allo snodo strategico che potrebbe diventare la stazione ferroviaria, nei pressi della quale c’è anche la Corte d’Appello, dunque se ben servita, la zona potrebbe vedere una nuova vitalità ed essere anche percorsa a piedi. Presente il dirigente Tiziano Amorosi, che da ieri ha l’interim della pianificazione, finché non sarà sciolto il nodo delle nuove nomine ed incarichi.
Si andrà per step: rotatoria con la nuova piazza e parcheggi; ampliamento della strada che costeggia le mura dalla stazione verso le 99 Cannelle, cioè via Tancredi da Pentima; poi il ponte (forse) ed infine il percorso verde che risale verso Villa Gioia.
Non si capisce ancora che fine faranno le vecchie strutture scolastiche, D’Eramo ragionerebbe in prospettiva cercando prima di capire la città che sarà. A noi piacerebbe capire, una volta messi insieme i pezzi di “riqualificazione” pensati un po’ qua un po’ là se avremo mai armonia urbanistica in una città più bella o solo una serie di pezze a colori in un borgo antico che sta perdendo l’anima più di quanto non l’abbia mai fatto in decenni di speculazioni edilizie ed urbanistiche.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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