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SCHEDA PARAMETRICA PARTE SECONDA, A GENNAIO SOLO NOVE PROGETTI
stampa pagina 26 gennaio 2018
A dispetto dei mille ritardi della ricostruzione privata dell’Aquila dovuti all’Ufficio speciale, ai ritardi dei professionisti che non arrivano con gli incarichi, e quindi non presentano né i progetti né le integrazioni, quelli del Genio Civile nei controlli sulle parti strutturali, ed ancora quelli delle Sovrintendenze con i pareri e degli uffici comunali nel rilasciare titoli edilizi e poi i condoni, circa 4mila appesi e solo 250 l’anno chiusi, con il rischio sempre più vicino di contenziosi, Raniero Fabrizi, il coordinatore dell’Ufficio speciale, assicurò gli amministratori che avrebbe finito tutte le istruttorie nel 2020, se entro il 2018 avessero pubblicato tutte le schede parte seconda da presentare. Cioè le seconde parti dei progetti per le case, entro 90 giorni per legge, dopodiché i cantieri.
Fu talmente ottimista, Fabrizi, che nonostante avesse fermi 400milioni di euro proprio per i ritardi di oltre un anno, da parte degli studi professionali, nel presentare i progetti parte seconda, promise il miracolo. Ed infatti a guardare gli atti pubblici, baipassando quella confusione indegna di numeri, pareri e cantieri che campeggia sull’home page ufficiale dell’Usra, la verità vera si capisce in fretta.
A gennaio 2018, il primo avviso dell’anno, chiede solo nove progetti parte seconda; a novembre, 27 richieste; ad ottobre 19, e a settembre con l’avviso del 21, solo quattro schede parametriche parte seconda da presentare. Con questi ritmi da bradipo, sa dire Fabrizi come pensa di poter chiudere migliaia di pratiche, 1.600 in tutto, entro il 2020?
Il 20 settembre, in commissione Territorio, raccontò che sul totale delle 1.600 pratiche, solo 724 ne erano state istruite nella parte prima, 409 avevano visto la presentazione, e su quest’ultime, solo 250 erano state depositate nella parte seconda. Quindi vuol dire che 876 schede erano e sono ancora tutte da vedere, mentre sia le parti prime che le seconde restavano e restano a caro amico.
Facendo una media tra gli ultimi avvisi da quella commissione in poi, ne pubblicherebbero circa 177 l’anno, di parte seconda: quanti anni ancora quindi, solo per chiudere le istruttorie? Sette otto?
E poi Arischia. Tra gli ultimi avvisi c’è Arischia, ma neanche più di tanto, da ottobre, quando la Giunta Biondi decise di accelerare le pratiche per le case in pericolo strutturale, una trentina di pratiche in tutto, solo una decina ha visto la luce. E quando affittiamo di questo passo?
L’Aquila ha bisogno di verità e di trasparenza. E’ ora di dire quanto tempo ci vorrà ancora, con quale personale e con quali tempi in raccordo con tutti gli altri enti avvitati su loro stessi e poi il dato, quello vero, deve essere pubblico e aggiornato. Neanche l’Open data ricostruzione lo è: quanto costò quel progetto?
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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