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DI ORIO E A FAINA CONDANNATI A QUATTRO MESI, MA LA PRESCRIZIONE E’ VICINA


stampa pagina 27 gennaio 2018

L'ex rettore Ferdinando Di Orio L'ex rettore Ferdinando Di Orio

Il Tribunale di Rieti ha condannato l’ex rettore Ferdinando di Orio e l’ex sindaco di Antrodoco Maurizio Faina a quattro mesi di reclusione per abuso d’ufficio, il pm ne aveva chiesti sei, ma comunque il procedimento penale sta per essere prescritto, mentre le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni dal pronunciamento.
Di Orio aveva comprato un terreno pubblico da 5mila metri quadri per 15mila euro, pagandolo circa 3 euro a metro quadro, per farci una casa in seguito al sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009. In cambio di quell’opportunità, di costruire su terreni non edificabili ma destinati a verde pubblico, il rettore avrebbe trasferito ad Antrodoco alcune strutture universitarie.
Di Orio e Faina furono rinviati a giudizio a fine 2014 per abuso d’ufficio aggravato, per aver violato il principio d’imparzialità che vieta l’alienazione di beni immobili demaniali d’uso pubblico, senza bando pubblico, rilasciando al Di Orio l’autorizzazione a costruire, pur non essendo il terreno edificabile; oltre tutto ad un prezzo irrisorio.
Da parte sua, l’ex rettore s’impegnò, come in effetti fece, al trasferimento della “Fondazione Università dell’Aquila” ad Antrodoco in un edificio fatiscente e non abitabile. Addirittura fu posto in essere un accordo quadro con la Società Antrodoco Terme srl, per una collaborazione in ambito didattico, scientifico ed assistenziale “per le esigenze della Facoltà di Medicina e Chirurgia”. Un accordo che si rivelò fasullo e taroccato, perché basato su premesse inesistenti, in quanto sottoscritto con una società inoperante che sarebbe stata, nell'accordo, in grado di mettere a disposizione dell’Università, adeguate strutture per la realizzazione delle discipline didattiche, ricerca e cura, indispensabili per la realizzazione di una “Scuola di Alta Specializzazione”.
Peccato si trattasse di un bidone taroccato alla napoletana che l’allora rettore Di Orio sottopose a delibera del Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia del 17.12.2009 (che espresse parere favorevole) ed altrettanto fece il Consiglio di Amministrazione dell’Università in data 29.01.2010.
Con l’attenta regia della prof.ssa Maria Grazia Cifone che si attivò affinché l’accordo andasse a buon fine.
Il rettore Di Orio cominciò così a costruire in un’area su cui insistevano già impianti sportivi e sarebbe stata trasformata dall’amministrazione ad uso residenziale turistico.
Fu però presentato un esposto, la Procura aprì un fascicolo ed i lavori furono sospesi.
A giugno del 2013, gli agenti della Guardia di Finanza di Rieti, su mandato della locale Procura della Repubblica fecero un blitz nel rettorato dell'Università per acquisire tutta la documentazione inerente il trasferimento della sede “Fondazione Università dell'Aquila” ad Antrodoco e l’ “accordo quadro” tra la Società Antrodoco Terme srl e l’ateneo stesso.
L'accordo appunto fasullo e taroccato, stretto con una società inoperante (in campo sanitario) e pertanto nell'impossibilità di perseguire finalità di organizzazione e gestione di servizi sanitari, come l'assicurare prestazioni di ricovero e cura, con riferimento anche alla riabilitazione motoria, neurologica e cardiologica, come pure è falso che la Società Antrodoco Terme “perseguisse” finalità di ricerca nel campo biomedico ed epidemiologico, in quanto inoperante, non aveva una sede in cui esercitare tale attività e pertanto non poteva avere la titolarità della conduzione e gestione della RSA e quindi i famosi 20 posti letto accreditati, riportati nella convenzione.
Una struttura sanitaria inesistente nella quale Ferdinando Di Orio, voleva mettere a credere di insediare una Scuola di Alta Specializzazione.
E' così giunta una sentenza favorevole alla richiesta del pm per una sola ipotesi di abuso d’ufficio, rispetto alle tre per cui Di Orio era imputato. Ci sarà ricorso in Appello della difesa, Antonio Valentini e Giovanni Marcangeli per l’ex rettore ed Antonio Perelli per Faina, ma il procedimento si avvia ad essere prescritto. E questa è l’Italia.


Giuspa

 




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