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SPA, NOMINE E TRASVERSALISMI: MEGLIO I SOCIAL CHE L’AULA


stampa pagina 31 gennaio 2018

Aula Consiliare

“Non ci faremo ripetere mantra da voi, noi avremo dei paracadutati vicini a Renzi ma dall’altra parte nessuna aria di rinnovamento”, così il Sindaco Biondi ha chiuso il suo intervento ieri in Consiglio comunale, incalzato dalle opposizioni su dirigenza, macchina amministrativa e nomine alle partecipate. Tutto fermo da sette mesi.
Il capogruppo Pd, Stefano Palumbo, aveva chiesto una seduta straordinaria sulle partecipate da settimane e solo ieri, il confronto aperto.
Ma è stato veramente aperto?
Biondi è partito non senza ironia tra anatre volanti, altro che zoppe, citando poi De Andrè agli avversari politici. Ha trovato un disastro, dal primo febbraio ruoteranno i dirigenti, de Nardis avrà l’interim all’Urbanistica e Nardis la Cuc, la Centrale unica di committenza, che gestirà anche convenzioni ed acquisti delle partecipate oltre i 40mila euro, ha spiegato il sindaco. Amministratori delle partecipate indennizzati per metà ad obiettivi raggiunti, una piccola diminuzione nei compensi.
“Un cambio di passo, ma i frutti si vedranno forse a fine mandato” ha proseguito “all’ex Onpi si protocolla ancora a mano, non sono stati rispettati gli impegni per la fusione tra Ama spa e Tua, con l’Asm nel Cogesa libereremo risorse, lasciamo perdere il Sed, mentre sul Centro turistico, peraltro il tecnico Bolino ha rinunciato all’incarico, aspettiamo che siano rimodulate le risorse per cambiare quelle quattro carte appiccicate come Piano industriale da Invitalia per la privatizzazione, sono state ignorate le lettere di Afm per sistemare il pedagogico, ma sono a disposizione, non sono un sultano della maggioranza” ha poi sferzato, riferendosi alle modalità accentratrici di Cialente “che non vi faceva toccare palla”.
E l’unico a reagire è stato Giustino Masciocco di Mdp-Art.1, “non sono mai voluto entrare nelle scelte delle presidenze delle spa, strumento di potere del Sindaco, come tale lo usava Cialente e lo usa Biondi” ha detto molto apertamente facendo liberamente il suo lavoro, invitando il Sindaco “ad azioni di responsabilità verso chi ha amministrato male chiedendo anche le somme indietro, denunciate, dite, parlatene - ha detto - altrimenti” l’affondo del capogruppo “potremmo pensare all’inciucio, alla trasversalità che mantiene situazioni di potere perché se in sette mesi gli amministratori non sono stati sostituititi, allora vuol dire che hanno amministrato bene. Per quanto mi riguarda ho sempre sostenuto un unico CdA per tutte le partecipate” ha poi chiuso, volendo probabilmente rilanciare la riforma delle società, ma nessuno ha raccolto ed i colleghi lo hanno lasciato solo.
Anzi no, stamattina sui social rimbalzavano i like di Americo Di Benedetto ripreso in Aula, da chi?, che mostra ai contatti le sue idee su un paio di società, dopo di lui o forse prima, anche Romano, della lista di Di Benedetto il Passo Possibile, che ha riportato il suo intervento su fb, lanciandosi poi in una specie di minuetto con l’assessore Piccinini, per dirsi quanto abbiano gradito la cordialità con cui sono passati ieri gli emendamenti sul Regolamento di gestione degli impianti sportivi. Che va benissimo, per carità.
Tuttavia alla vigilia di una tornata elettorale tra le più brutte della storia, quando è acclarato l’inciucio Pd Forza Italia, che si salderà su un governissimo delle larghe intese, bene avrebbe fatto alla città registrare, da parte di chi dovrebbe garantire un’opposizione democratica, un confronto politico libero ed aperto, perché gli amministratori hanno idee diverse e gli avversari politici vanno incalzati.
La rotta dei like evita invece di parlare di trasversalismi e farsi dei nemici, una volta c’era una controparte politica e gli elettori si facevano un’idea, oggi solo minestre riscaldate che cominciano a diventare pericolose.

 


Alessandra Cococcetta




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