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Attualità

CONTRATTO SANITA', INFERMIERI IN SCIOPERO IL 23 FEBBRAIO PROSSIMO


stampa pagina 1 febbraio 2018

Infermieri

In una nota, le ragioni del dissenso.
Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo, del loro elevato profilo formativo e delle loro responsabilità: è necessario finanziare, come già avvenuto per i medici, la RIA del comparto e portare i professionisti sanitari dalla categoria D, dove si trovano, alla categoria DS.
Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità, ivi compreso il finanziamento dell’ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del CCNL 1999. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino.
Chiediamo direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.
Chiediamo direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento.
Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente.
Chiediamo direttive con le quali venga revocato il mandato già conferito all’ARAN, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE. Gli infermieri ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino. Ma non solo, è allucinante la richiesta di elevare l’orario settimanale a 48 ore anche fino a 12 mesi!! (Bozza CCNL Titolo II Capo I Orario di lavoro:….6. Con riferimento alla durata media settimanale di cui all’art.4 del D.Lgs. 66/2003, il limite di quattro mesi, ivi previsto come periodo di riferimento per il calcolo della durata media di quarantotto ore settimanali dell’orario di lavoro, comprensive delle ore di lavoro straordinario, è elevato a sei mesi, ovvero, a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro, anche fino a dodici mesi. Tali ragioni dovranno in particolare riguardare:

la carenza di personale;
la necessità di garantire la continuità assistenziale distinguendo servizi con turni h 24 e h 12;
il rispetto del vincolo economico relativo alla spesa del personale);

Chiediamo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico.
Chiediamo l’immediata creazione, per il personale "infermieristico e sanitario della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del d.lgs. 30.03.2001 n 165, ricorrendo- allo stato-le condizioni previste dal legislatore.
Chiediamo direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione, in ogni azienda, e per ogni servizio, delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto.

 

 

Il Segretario Provinciale
Nursind L’Aquila
Antonio Santilli

 




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