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FERMO SOTTOSERVIZI, CITTA’ SVENTRATA E SEMPRE A ‘RECCHIA
stampa pagina 13 febbraio 2018
Abbiamo atteso con ansia per l’intera giornata, il comunicato congiunto della Sovrintendenza unica con la GSA spa, per capire, dalla riunione tecnica convocata ieri, cosa avrebbero ufficialmente detto alla città sul fermo sottoservizi su Corso Vittorio Emanuele II, ma non è arrivato nulla.
Sappiamo che i lavori riprenderanno a breve, il problema è che i negozi che hanno riaperto attendono buone nuove presto e chi sa quando arriveranno.
Si rende conto la responsabile al vertice della nuova Soprintendenza unica Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e cratere, Alessandra Vittorini, che c’è una città appesa? Che ci sono delle riserve da pagare per i cantieri fermi?
Siamo certi o almeno lo speriamo, che la calma con cui stanno partorendo la nota, significherà notizie approfondite sulle fondazioni ritrovate di Palazzo Lucentini Bonanni, la struttura cinquecentesca ridimensionata un’ottantina di anni fa, di cui restano foto e planimetrie e le ragioni per cui proseguiranno ricoprendo tutto.
Ma la domanda che i più severi pongono è la seguente: possono archeologi con contratto a tempo, determinare i tempi e la durata di un fermo cantieri senza che la Vittorini, si assuma la responsabilità di una decisione? In altri luoghi i sottoservizi sono ripartiti nel giro di due o tre giorni, là no, e attendiamo con ansia ragioni ed approfondimenti.
Chi pagherà le riserve per i cantieri fermi? E con quale faccia riprenderanno dopo settimane di fermo come niente fosse? Abbiamo un centro storico sventrato con i lavori dei sottoservizi senza che la Sovrintendete unica, Alessandra Vittorini, abbia saputo prima, con sondaggi geologici del caso, carte sul tavolo della città, cosa saremmo andati a scavare e cosa avremmo dovuto ritrovare, stando alla storia dell’Aquila. Lo ha mai detto in conferenza dei servizi?
Siamo andati sempre a naso e continueremo così, il progetto per i sottoservizi mostra anche su questo delle carenze che qualcuno in sede di gara avrebbe forse dovuto far notare. Le informazioni che arrivano dalla Vittorini sono frammentarie, rare e da raccogliere col contagocce perché, a nostro parere, blocca qualsiasi indiscrezione in uscita.
Benissimo, si dedichi allora a comunicati giornalieri perché la città vuole sapere. L’Aquila dal 2009 non è cresciuta di una virgola, come arricchimento della conoscenza storica e recupero del territorio, solo notizie frammentarie e nulla di strutturato: è un problema.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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