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SOTTOSERVIZI, VARIANTE IN CORSO D’OPERA SU VIALE MALTA: CHI PAGA?
stampa pagina 27 febbraio 2018
Una variante in corso d’opera al tracciato dei sottoservizi, da corso Vittorio Emanuele II su viale Malta, la strada che costeggia il Parco del Castello, è quanto starebbero per fare nel cantiere attualmente fermo, da settimane per la verità, a causa dei ritrovamenti delle vecchie fondamenta di Palazzo Lucentini Bonanni. Ma chi pagherà?
La Sovrintendenza ha preso atto “dei rinvenimenti di strutture storiche preesistenti” ma si è detta, in una nota indirizzata all’amministrazione il 21 febbraio scorso, “impossibilitata a disporre provvedimenti per la demolizione” chiedendo “di prendere in considerazione una variante per risolvere il problema dell’interferenza del tracciato con tale rinvenimento”. La variante costerà cara alla città come care saranno le riserve da versare all’impresa che ha i cantieri fermi da settimane: chi pagherà?
Pare che il ritrovamento sia anche un acciottolato antico che conduceva al vecchio ospedale San Salvatore, niente di ufficializzato dalla sovrintendete unica, Alessandra Vittorini, che a questo punto dovrebbe certificare quanto avrebbe rinvenuto.
Esperti archeologi ci spiegano che di tali ritrovamenti, peraltro rintracciabili nei catasti storici degli anni trenta, dovrebbe essere semplicemente documentata l’esistenza, e quindi proseguire tranquillamente perché anche il palazzo c’è, oppure prendersi la responsabilità di dire cosa avrebbero rivenuto e perché non può essere demolito. Il problema grave è che avrebbero dovuto saperlo prima di scavare: come mai in conferenza dei servizi la Sovrintendenza archeologica non ha richiesto indagini geofisiche prima degli scavi?
Come mai in questa città su un progetto che ha vinto una gara miliardaria che non è passato né per gli uffici comunali né per il Consiglio, si continuano ad avallare varianti in corso d’opera?
Vogliamo sapere costi, tempi e chi pagherà e vogliamo poi sapere chi pagherà le riserve all’impresa. Il Codice degli Appalti sui beni culturali prevede un margine d’imponderabilità, cioè quel rischio per cui in caso di lavori pubblici possono essere rinvenuti dei reperti sconosciuti e quindi un cantiere potrebbe essere bloccato. Ma non è questo il caso. E’ a monte che dovevano sapere cosa c’era sotto il Corso. Lì hanno riaperto attività commerciali che non stanno lavorando.
Secondo le ultime indiscrezioni, perché solo per indiscrezioni si va, lì sotto passeranno solo le tubazioni principali, mentre la polifora sarà interrata su viale Malta per ricongiungersi al collettore fognario più grande alla Fontana Luminosa, l’ordine, è preservare la testimonianza rinvenuta, anche perché non ce la farebbero ad abbassare l’acciottolato. Avrebbero dovuto saperlo qualche anno fa prima di sventrare la città e se ne dovranno assumere ogni responsabilità.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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